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Venezia, Zanetti: «In Serie A mi diverto. Sul Sassuolo di Dionisi…»

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Paolo Zanetti, allenatore del Venezia, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Sassuolo

Paolo Zanetti, allenatore del Venezia, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Sassuolo. Le sue dichiarazioni.

ASSENZE – «Lunedì c’era Ampadu mezzala di sinistra, per il resto lo schema era il solito. Johnsen ovviamente dispiace averlo perso per queste gare. Da un lato ce la siamo vista brutta perché inizialmente sembrava che i tendini potessero essere interessati e lì lo avremmo perso tre o quattro mesi. Ora deve recuperare dalla sutura, sarà egregiamente sostituito per queste gare. Però porto anche brutte notizie. Vacca ha riportato uno stiramento quindi lo perderemo per circa quattro partite, Aramu è a casa con la febbre, Heymans ha avuto un lutto familiare ed è volato quindi in Belgio. Sono assenze pesanti inutile nasconderci, parliamo di giocatori che stavano facendo bene. Chi ha aspettato questo momento ha ora l’occasione per sfruttare una chance mettendo in campo tutta la fatica fatta in allenamento. Dovremo dimostrare che le assenze pesano ma solo sulla carta e non sul campo».

CONSAPEVOLEZZA – «Mi ricordo le prime conferenze, dove parlavamo dell’importanza del lavoro non solo mio ma di un lavoro di squadra. Ci vuole tempo per costruire, la cosa buona che abbiamo fatto è accorciare questo tempo, credo che le prime due partite siano andate come sono andate, ma dopo l’amichevole con il Brescia abbiamo inanellato buone gare, la squadra ha cambiato volto prendendo consapevolezza, la gara con il Torino ci ha fatto capire che possiamo anche mettere in difficoltà certe squadre. Siamo cresciuti e il tutto è culminato nel successo contro una squadra molto forte come la Fiorentina. Spero che questo dia grande consapevolezza ai ragazzi. Penso che abbiamo margine ancora, non siamo al nostro massimo, anche perché purtroppo ci sono degli imprevisti, abbiamo trovato la squadra e perdiamo tre giocatori fondamentali. Questo fa capire l’importanza di far sentire tutti importanti, domani in campo ci saranno altri ma i punti andranno fatti lo stesso. Abbiamo ancora margine perché c’è ancora qualche ragazzo da scoprire, abbiamo scoperto Haps, compreso Modolo abbiamo un pacchetto centrale straordinario, più Ampadu che può giocare lì. Ebuehi fino a un mese fa era così così ora sta facendo bene. Dobbiamo scoprire Kiyine e Sigurdsson davanti, Henry e Okereke devono ancora esplodere. C’è ancora margine e quindi tengo tutti sul pezzo, non dobbiamo pensare basti la bella vittoria di lunedì».

PERETZ – «Dor penso abbia la possibilità ora di tornare in pista. Sono rimasto un po’ stupito da quanto visto nelle gare in cui ha giocato, non è una critica nei suoi confronti, spesso in allenamento vedo un giocatore importante, che ha qualità e dinamismo, sinceramente mi dispiace che per quanto visto in campo non sia ancora riuscito a dimostrare quello che vale. Però in allenamento lo fa vedere. Quindi ho pensato di dargli un po’ di tempo, sta spingendo molto, ora in queste gare ravvicinate mancando Vacca avrà le sue possibilità e spero le possa sfruttare, non l’ho abbandonato, anzi, ho l’obiettivo di rivalutarlo, lui come Heymans e Tessmann, però i giocatori non sono tutti uguali, hanno il loro carattere e bisogno di tempi diversi per adattarsi, ma sono straconvinto delle abilità che ha».

CRESCITA PERSONALE – «Anch’io mi sono prestato per la prima volta a questo campionato per la prima volta, ho dovuto studiarla la Serie A, ero abituato alla B, ho dovuto studiarlo più nello specifico e chiaramente ogni gara che passa serve anche a me. Mi metto sempre sullo stesso piano dei giocatori, sia quando devo assumermi le mie responsabilità che prendermi meriti, la torta è ben divisa, io non sono niente senza di loro e loro sono poco senza di me, vuol dire che anche io do qualcosa. Quest’anno stiamo creando l’alchimia, l’anno scorso si era creata ed era incredibile, quest’anno c’è uno zoccolo duro dell’anno scorso, ma ho avuto anche venti giocatori nuovi e tanti stranieri, quindi andavano inseriti. Le cose che abbiamo provato sono successe, siamo riusciti attraverso la strategia a sopperire al gap tecnico che c’è con le altre, la mia missione è quella, non posso metterla dal punto di vista della tecnica individuale, senza offesa per nessuno, ma dobbiamo essere consapevoli di questo. Non esiste solo quello, c’è la tattica, la strategia, lo abbiamo già visto l’anno scorso, questa è la difficoltà principale. Dovremo essere sempre quelli di lunedì, se caliamo soffriamo, devo cercare di creare una continuità con gli imprevisti che nel calcio esistono. Io mi sto divertendo, è la verità, è un’esperienza straordinaria, non so come andrà a finire e spero finisca come speriamo tutti, ma quando arriva la partita ho sempre i brividi, mi piace, l’anno scorso abbiamo inseguito un sogno e ora ci rendiamo conto del motivo, la A non ha paragoni con niente, quindi dovremo fare di tutto per restare attaccati. Lo stadio che ho visto lunedì è stato incredibile, c’era una magia fantastica ed erano tanti accadeva, per avere una cornice meravigliosa non basta la struttura in sé, servono i tifosi e la risposta lunedì è stata straordinaria, siamo diventati un tutt’uno con la città».