Hanno Detto
Johan Cruijff, oltre 35.000 persone alla Premiere del suo documentario ad Amsterdam. Il ricordo di Laporta: «È ancora vivo e radicato nel cuore di tutti noi!»
Johan Cruijff, oltre 35.000 persone erano presenti alla Premiere del suo documentario ad Amsterdam. Queste le parole di ricordo di Joan Laporta
Oltre 35.000 persone si sono radunate sabato nella magnifica cornice della Johan Cruijff Arena ad Amsterdam per assistere alla prima assoluta dell’attesissimo documentario dedicato alla vita e alle gesta del leggendario numero 14. Tra gli ospiti d’onore non poteva mancare Joan Laporta, attuale presidente del Barcellona e storico discepolo del “Profeta del Gol”. Visibilmente emozionato, il patron blaugrana ha parlato a Voetbal International, regalando aneddoti e tratteggiando l’essenza immortale del suo grande mentore.
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L’EMOZIONE DELLA PREMIÈRE
«Essere qui stasera, ad Amsterdam, davanti a 35.000 persone alla Johan Cruijff Arena, è un’emozione semplicemente indescrivibile. Questa incredibile partecipazione popolare dimostra quanto Johan sia ancora vivo e radicato nel cuore di tutti noi. Guardare questo documentario mi ha riportato indietro nel tempo, riaccendendo ricordi preziosi e momenti indimenticabili. Lui non era solo un allenatore rivoluzionario o un giocatore dal talento inarrivabile, era un autentico visionario che ha cambiato per sempre il nostro modo di intendere il calcio, lo sport e la vita stessa».
LA FILOSOFIA DEL SUCCESSO
«Johan aveva una mentalità unica, una forza d’animo e una positività fuori dal comune. C’è una frase che riassume perfettamente la sua essenza, ed è quella che ho ripetuto anche oggi guardando le immagini sul maxischermo: lui non perdeva mai, vinceva sempre. Anche in quelle che gli altri chiamavano sconfitte, lui trovava una lezione magistrale, un’opportunità incredibile per innovare, correggere i difetti e migliorare. Ci ha insegnato che il risultato è sempre figlio del gioco, e che il bel calcio, fatto di possesso e coraggio, è l’unica via per arrivare al successo in modo davvero duraturo».
L’EREDITÀ AL BARCELLONA
«Conservo aneddoti bellissimi e privati delle nostre lunghe chiacchierate. Ricordo le cene infinite in cui si parlava ossessivamente di tattica, di posizionamento del corpo, di come un singolo dettaglio o un passaggio smarcante potessero cambiare l’inerzia di un’intera stagione. Aveva un carisma magnetico, quasi magico. Ti guardava negli occhi e ti convinceva che l’impossibile fosse a portata di mano. Il Barcellona di oggi, con il suo stile inconfondibile e la sua identità, è figlio diretto delle sue intuizioni. La sua eredità non è fatta solo di trofei in bacheca, ma di un DNA sacrosanto che abbiamo il dovere morale di proteggere, coltivare e tramandare alle future generazioni. Johan sarà per sempre l’anima pulsante del nostro club».