2013
Inter, Cassano: «Questo calcio mi ha stancato»
INTER CASSANO – Intervistato per “Confession Reporter”, trasmissione di Italia1 di Stella Pende, Antonio Cassano ha risposto alle domande di Marco Tardelli, che lo ha allenato ai tempi dell’Under21. L’intervista andrà in onda stasera alle 23:50, ma ecco qualche stralcio relativo alle dichiarazioni dell’attaccante dell’Inter, pubblicato da La Gazzetta dello Sport:
«E’ stata colpa mia se non ho avuto una carriera migliore. Pensavo che con la sola qualità si andasse avanti. Ho giocato in grandi squadre, ma ho fatto sempre poco. Ho fatto più casini della grandine. Il 99% delle volte ho sbagliato io, però gli altri mi mettevano nelle condizioni di sbagliare. Passavo dalla ragione al torto in un attimo. Ho fatto il 50% di quello che potevo, ho sempre avuto un modo di allenarmi non professionale. Mia madre è stata il punto di riferimento della mia vita. Fino ai 17 anni, quando ho iniziato a giocare a calcio da professionista, non sono mai andato a rubare pur avendo vissuto in un ambiente particolare. Mi ha messo sulla via giusta. Mio padre? Mi è mancato zero. Nel tragitto verso l’ospedale, quando ho avuto l’ictus, non essendo credente ho pensato: “Se c’è qualcuno, fa’ che possa rivedere mio figlio”. Ho preso paura ma non della morte, era paura di non rivedere mio figlio. Mia moglie era più matta di me, faceva tre allenamenti al giorno e guadagnava 200 euro. A un certo punto le ho detto: “Il pane a casa lo porto io, tu pensa a fare la moglie di Antonio”. Ai miei figli dico che la cosa più importante è non fare calcio. Questo calcio mi ha stancato, troppa gente finta, troppi… Mister, si può dire leccaculo?».