Milan, El Shaarawy: «Voglio gol, terzo posto e? rimanere» - Calcio News 24
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2013

Milan, El Shaarawy: «Voglio gol, terzo posto e? rimanere»

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CALCIOMERCATO MILAN EL SHAARAWY – Dopo esser stato a lungo in vetta alla classifica dei marcatori, Stephan El Shaarawy si è preso una pausa, lasciando le copertine a Mario Balotelli. L’attaccante del Milan, però, è pronto a gioire nuovamente per il gol, che del resto potrebbero tornare utili alla causa rossonera per il terzo posto: «È vero, ci terrei tanto a segnare di nuovo e conquistare così i playoff di Champions, anche perché quella con la Roma sarà l’ultima partita dell’anno a San Siro. Un gol sarebbe la ciliegina sulla torta di una stagione da incorniciare. Roma? E’ una partita fondamentale, perché non vogliamo aspettare Siena. All’inizio dell’anno il terzo posto era impensabile: peccato per il secondo, ma il Napoli ha fatto tantissimo. Siamo felici, comunque, di aver fatto la rimonta. Attacco più forte? Loro hanno tre super attaccanti: hanno dimostrato tanto finora, sono stati straordinari. Lamela ha fatto delle ottime cose, Totti è riuscito a riconfermarsi, Osvaldo sta dimostrando di essere un grande», ha dichiarato il Faraone ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.

Sul rapporto tra Berlusconi e Allegri e sul futuro del tecnico ha, invece, aggiunto: «Il presidente ha un ottimo rapporto sia con noi giocatori sia con l’allenatore. L’ha sempre detto anche Allegri, che si sentono, si parlano in settimana, dopo le partite, per vedere se c’è qualcosa da sistemare. C’è massima stima e massimo rispetto tra i due. Il mister sta facendo ottime cose. È giusto che venga lasciato in pace e gli si permetta di centrare l’obiettivo del terzo posto prima di parlare».

El Shaarawy ha poi commentato lo spirito protettivo di Galliani nei suoi confronti e analizzato la sua stagione: «È una cosa che mi rende orgoglioso. Nella prima parte ho segnato tanto, nella seconda mi è mancato soltanto il gol, ma non sono mancate le prestazioni e sono arrivate tante vittorie. Io non sono deluso perché anche il mister è sempre stato contento. Mi sono sacrificato per la squadra, non mi sono stati chiesti solo i gol. Non me lo sarei mai aspettato di segnare tanto e di giocare tante partite. Il gol mi manca, ovvio, per l’attaccante è tutto, ti rende felice, ti fa piacere; però le occasioni, e tante, le ho create, non ho giocato male. Forse, visto come è iniziata la mia stagione, potevo fare anche di più, ma la soglia dei 20 gol è un bel traguardo. In alcuni momenti toccavo la palla e segnavo, ora ho cinque occasioni ma il pallone non entra mai… A un certo punto, però, è verissimo che mi sono ritrovato molto più stanco fisicamente. Panchina? Ci sta, sono scelte del mister e le rispetto: a Pescara, ad esempio, Robinho ha fatto una grandissima partita, quindi tutto è andato per il meglio. In questo momento, infatti, ci servono soltanto le vittorie. Balotelli? Con lui è nata una bella amicizia. Mario è simpatico, mi dà consigli, è un ragazzo perbene, in campo mi aiuta. Adesso che non segno da un po’ mi rincuora, mi consola. L’immagine che si ha di lui all’esterno è esagerata».

Infine, il centravanti ha parlato della corte dei club esteri (in primis il Manchester City), della Confederations Cup e del divieto nella Primavera della Fiorentina di farsi la cresta: «L’interessamento di grandi club stranieri mi fa piacere, però con Mancini non ci siamo mai sentiti, mai visti. L’ho sempre detto che al Milan sto benissimo, è una grande famiglia, mi sono sentito a casa da subito, da sempre. Spero di restare a lungo… infatti con Mario non ho mai parlato del City. La Confederations è una bellissima vetrina. La Nazionale è molto importante: non mi sarei aspettato di esordire subito, sapevo di poterci arrivare ma non così in fretta, non nei primi mesi della stagione. Con Prandelli come con Allegri parliamo molto dopo gli allenamenti: mi dà tantissimi consigli anche extra calcio. Facciamo conversazione su tecnica e tattica, c’è un grande feeling. Cresta vietata nella Primavera viola? Addirittura? Credo che qualunque allenatore dovrebbe giudicare la persona, non la pettinatura o l’abbigliamento. Se uno che ha la cresta e gli orecchini è un bravo ragazzo ed è anche un bravo calciatore allora non ci sono problemi».