2013
Inter, Ronaldo: «Il mio cuore è nerazzurro»
INTER RONALDO – Sbarcato a Torino in qualità di ambasciatore della Confederations Cup, Ronaldo ha colto l’occasione per riabbracciare il calcio italiano, del quale ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport: «Eh, sono stato all’Inter e al Milan. E al Milan sono stato bene. Ma in fondo mi sento più legato all’Inter. Da quando noi siamo andati via non è più la stessa cosa… Da allora hanno vinto? Eh, eh eh… Lo so, lo so. Negli anni di Mourinho sono stati al centro del mondo. Appena qualche anno fa. Mi dispiace che adesso abbiano dei problemi. Ma è sicuro che l’Inter tornerà a farci divertire tutti. E a vincere. Lo spero proprio. Lo spero per Moratti, un grande presidente. Una persona per bene. Un grande intenditore di calcio. Zanetti? Beato lui che ha ancora tanta voglia. Ne ha quaranta di anni. O no? Ha forza, voglia, salute. Se avessi avuto un terzo della sua salute. Purtroppo non è stato così…», ha dichiarato il “Fenomeno”, che poi ha speso belle parole anche per il capitano della Roma: «Totti è proprio bravo. Ha classe e l’aiuta una tecnica straordinaria. Se tiene la condizione che vedo può andare avanti chissà fino a quando. Può continuare a divertirsi. Fino a quando ci si diverte la fatica pesa meno. Ha vinto meno di quanto avrebbe potuto? Sì, anche a livello individuale. Poteva essere un perfetto Pallone d’oro. Avesse conquistato qualche cosa con il club in Europa… E’ un calciatore che ha dei numeri rari».
L’ex attaccante brasiliano ha poi parlato della rivalità tra Messi e Cristiano Ronaldo, oltre che di Mourinho: «Io dico che Messi e Cristiano Ronaldo saranno davanti a tutti. Ma il giocatore che sarà il migliore del Mondiale, come chiaro, sarà quello che avrà dietro la squadra migliore. Non so se Messi con l’Argentina ce la farà ad andare fino in fondo… Mourinho è un grandissimo allenatore. Chissà insieme cosa avremmo potuto fare… E’ un grandissimo leader. E ha in testa dei concetti importanti. Capace di trasmetterli e di farli comprendere. Allenatori italiani? All’estero sono dei punti di riferimento. Ancelotti al Paris Saint Germain sta lasciando il segno. E Capello in Russia: sembra non dover perdere mai. Italia in crisi? No, è ancora un punto di riferimento. Se esporta allenatori esporta calcio. E se esporti calcio hai sempre qualcosa di importante da far ammirare».