I Mondiali di Videla - Calcio News 24
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2012

I Mondiali di Videla

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argentina 1978

I Mondiali del 1978 si disputarono per la prima ed unica volta in Argentina. In quegli anni lo Stato sudamericano era retto da una delle più spietate dittature che il Novecento ricordi, quella di Jorge Rafael Videla, tristemente noto per le continue violazioni ai diritti umani di cui si macchiò nel periodo in cui resse il potere, tra il 1976 e il 1981, in seguito al colpo di Stato ordito ai danni di Isabelita Peron. Si ricordi soltanto la vicenda dei desaparecidos, persone minimamente sospettate di tramare contro il regime, torturate e letteralmente fatte sparire senza che di esse vi fosse più traccia nei registri dei commissariati di polizia o delle autorità militari.

Il processo di riorganizzazione nazionale, come lo chiamava l’estabilishment argentino, prevedeva di costruire una buona immagine dell’Argentina agli occhi degli stranieri. In questo senso l’organizzazione di un Campionato mondiale di calcio rappresentò certamente un palcoscenico importantissimo e fu lo scenario ideale per guadagnarsi il consenso popolare. Altre dittature avevano precedente utilizzato il calcio e lo sport a fini propagandistici come l’Italia di Mussolini con i Mondiali vinti nel 1934 a Roma e la Germania nazista con le Olimpiadi di Berlino del 1936.

Fece scalpore il rifiuto di Johan Cruijff, calciatore ritenuto il più forte del mondo all’epoca, di prendere parte alla manifestazione in segno di protesta contro il regime di Videla, anche se in molti ormai ritengano che il suo diniego sia stato dovuto a minacce provenienti da non ben identificati personaggi vicini al dittatore.    

I risultati ottenuti dall’Argentina nel corso del Mondiale lasciano aperti molti dubbi sull’effettiva regolarità di alcune partite. In una atipica formula che prevedeva due fasi a gironi, l’Argentina, costretta a contendersi il passaggio alle fasi finali con il Brasile, doveva vincere con tre gol di scarto e almeno quattro reti segnate l’ultima gara contro il Perù. Ciò era dovuto al fatto che il Brasile si era imposto per 3 a 1 sulla Polonia in una gara disputata il giorno precedente, forse per conoscere in anticipo il risultato. La partita tra Argentina e Perù finì 6 a 0 a favore dei padroni di casa. Il Perù schierava tra i pali Quiroga, argentino naturalizzato, il quale secondo molti ricevette poche ore prima della gara la visita di Videla accompagnato dal segretario di Stato americano Henry Kissinger. 

La finale di quel Mondiale si disputò a Buenos Aires il 25 giugno. Argentina contro Olanda. L’Olanda era orfana di Cruijff, ma era comunque quella del Calcio Totale, una delle squadre più forti di sempre che nell’edizione precedente era stata fermata soltanto in finale dalla Germania. Finì 3 a 1 per i biancazzurri grazie a due gol di Kempes che con quella doppietta si aggiudicò anche la classifica marcatori del torneo. Anche su questo match e sulle vere o presunte intimidazioni che la squadra olandese ricevette, i racconti si sprecano. Quello che è certo è che questo Mondiale rappresentò il grottesco tentativo di un regime sanguinario di mascherare per qualche settimana una realtà vergognosa fatta d’orrore e umiliazioni.