Alban Lafont, il giovane portiere prodigio che affascina la Francia

Alban Lafont
© foto Alban Lafont

Il futuro della Francia potrebbe passare anche dalle mani del giovane Alban Lafont, un classe ’99 dall’ampio potenziale

Un contratto fino al giugno 2020, un posto da titolare semi-indiscusso e già tante presenze in Ligue 1, nonostante di anni ne abbia solo 18: Alban Lafont è certamente una gemma grezza e luccicante nel panorama francese, incastonata nella tranquilla regione sud-occidentale dell’Occitania, dove difende con onore i pali del Tolosa Football Club. Ha festeggiato le 50 presenze nella prima divisione francese con una prestazione impressionante, che ha impedito al Paris Saint-Germain di sconfiggere il Tolosa al “Parco dei Principi”, inchiodando di fatto il risultato sullo 0-0. E pensare che quando esordì nel novembre 2015, il Tolosa di fatto lo schierò per disperazione: «Non era pianificato che Alban giocasse, perché supponevamo che non fosse giusto esporlo in prima squadra così presto», ha detto Teddy Richert, allenatore dei portieri del club. Quando arrivò a Tolosa nel 2014, gli scout superarono la concorrenza di Monaco e Bastia. Perché Lafont scelse Tolosa? Perché più vicina a casa sua, Hérault: una scelta fatta con la testa, concentrato, come quando scende in campo.

ANAGRAFICA

Nome e CognomeAlban Lafont

Data di nascita23 gennaio 1999

Club: Tolosa

NazionalitàFrancese

RUOLO E CARATTERISTICHE TECNICHE

Ruolo naturalePortiere

Piede: Destro

Punti di forza: Alban Lafont stupisce in un certo tipo di situazioni, quelle in cui tutto sembra perduto. Nelle partite, ci sono occasioni molto favorevoli per la squadra che attacca, a volte anche a porta semi-spalancata. Ed è proprio quando le probabilità sembrano essergli contro che Lafont trova un guizzo. Non è esplosivo a livello motorio, però trova la maniera di salvare situazioni che sembrano spesso compromesse: anche per questo Lafont può contare su cinque clean sheet in 12 gare giocate in Ligue 1 (quasi il 50%!). Non sono poche per chi gioca in una squadra che deve evitare la retrocessione quasi ogni anno. E la calma è ciò che contraddistingue Lafont. L’hanno confermato anche due ex nazionali come Gregory CoupetUn portiere intelligente, che sa leggere bene il gioco: ha dato molta sicurezza alla squadra, nonostante la giovane età») e Mickaël LandreauMi piace la sua tranquillità: Alban è sempre ben posizionato e prende le decisioni giuste. Lo aspetta una grande carriera»).

Punti deboli: Fisicamente appare un po’ gracilino ed è un punto sul quale dovrà necessariamente crescere per misurarsi in piazze più calde e competitive. La sua calma è un punto di forza percepibile, ma al tempo stesso viene da chiedersi se tale tranquillità possa reggere in ambienti più turbolenti, come quelli che le sue enormi capacità potrebbero incontrare nell’arco della sua carriera.

POTENZIALE

Campionato ideale: C’è chi pensa che alcuni talenti – nati in certi contesti – debbano per forza puntare a vette più alte e trasferirsi altrove. In realtà, Alban Lafont sembra stare benissimo nell’ambiente della Ligue 1: senza pressioni, a Tolosa sta crescendo gradualmente. Quando sarà più pronto, potrà crescere di livello e magari trasferirsi in realtà francesi di maggior livello: viene in mente il fatto che sia il Paris Saint-Germain che l’Olympique Marsiglia non hanno portieri di livello, ma si sono per ora appoggiato a un ex prodigio cresciuto a Parigi e a un ex di ritorno (rispettivamente Alphonse Areola e Steve Mandanda).

Dove può arrivare: In realtà, esce spesso il paragone con Donnarumma. Ma se Gigio è effettivamente un predestinato (l’eredità di Buffon sarà comunque pesante), per Alban Lafont il discorso sembra esser diverso. Un po’ per le capacità di cui è realmente dotato, un po’ perché la Francia ha in Hugo Lloris non solo il capitano, ma il miglior esponente della scuola dei portieri francesi da un decennio a questa parte. Con nessun esponente di punta alle sue spalle, l’estremo difensore del Tottenham ha ancora almeno un quadriennio di livello di fronte a sé, essendo un classe ’86. Alle sue spalle, Alban Lafont potrà crescere e diventare un riferimento non solo per la Francia, ma per l’intera Ligue 1, bisognosa di qualche talento che decida di rimanere in patria piuttosto che andare a giocare in realtà di seconda fascia, ma dotate di molto denaro. Il suo futuro potrebbe anche essere in Serie A, dato che Alban Lafont è finito nel mirino della Juventus: il club è infatti alla ricerca di un nuovo portiere in vista del probabile addio al calcio giocato di Gigi Buffon.

SEGNI PARTICOLARI

Appena ha esordito, Alban Lafont si è visto subito accostato a Gianluigi Donnarumma, in quanto entrambi sono dei classe ’99 e tutti e due sono stati lanciati in un momento particolare dei loro club. Se la decisione in rossonero l’ha presa Sinisa Mihajlovic (all’epoca allenatore del club), a Tolosa è stato Dominique Arribagé a lanciarlo dal primo minuto per una gara di Ligue 1 del novembre 2015 contro il Nizza. Il tecnico lo preferì all’ex Roma Mauro Goicoechea, ad Ali Ahamada e a Marc Vidal, facendolo diventare il più giovane portiere ad aver giocato una gara del campionato francese (all’età di 16 anni e 310 giorni, superando il record di una leggenda come Mickaël Landreau). Nell’AS Lattoise – la squadra amatoriale che l’ha cresciuto per sei anni, prima di passare al Tolosa – Lafont giocava da attaccante prima di esser convertito a guardiano della porta. Alban Lafont è figlio di una deputata del Parlamento del Burkina Faso ed è in realtà nato a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso: arrivato in Francia all’età di nove anni, ha poi scelto di rappresentare la Francia a livello giovanile.