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Albertini: «Scudetto? Juve e Inter avanti. Al Milan serve un’annata straordinaria»

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L’ex centrocampista rossonero Demetrio Albertini è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport: ecco le sue dichiarazioni

In occasione dei suoi 50 anni, Demetrio Albertini ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport:

ALLENATORE – «Proprio quando avevo iniziato studiare per diventarlo, arrivò la chiamata della Figc nel 2006. Ero iscritto al corso Uefa A dopo aver superato il B, ma mi fu proposta la carica di vicecommissario in Federcalcio e accettai».

RIMPIANTI – «Calciatori e allenatori sono la poesia, i dirigenti la prosa. Ho scelto la seconda strada e sono felice, anche se ogni tanto penso come è cambiato il ruolo degli allenatori, a quanto siano sempre
più dei manager, gestori di aziende nelle aziende: sarei potuto essere un buon allenatore».


SISTEMA DI GIOCO – «Il 4-2-3-1. Ho giocato quasi sempre nel 4-4-2 e penso che il 4-2-3-1 sia la sua evoluzione ideale. Ci sono i triangoli perfetti di cui parlava Cruijff ma anche le coperture all’italiana».

ALLENATORI MIGLIORI – «Sacchi, un insegnante, e Capello, un gestore».

RICORDI – «Quando andavo a giocare all’oratorio di Villa Raverio; l’esordio in A a 17 anni; il 1994 di scudetto, Champions e finale mondiale; la partita di addio, un riconoscimento da parte di tifosi e
compagni che vale quanto i successi; il percorso da dirigente sportivo: la Figc mi ha dato la
possibilità di donare a un mondo dal quale ho avuto tanto».


VITTORIE MIGLIORI – «Quelle del ‘94 e lo scudetto del ‘99: talmente inaspettato che festeggiammo per dieci giorni».

PARTITA INDIMENTICABILE – «La finale di Atene, 4-0 al Barcellona, e un 3-3 sempre col Barça a San Siro, doppietta di Albertini».

PARTITA DA RIGIOCARE –
«La finale di Champions col Marsiglia nel ‘93 quella di Euro 2000».

COMPAGNI PIU’ FORTI – «Van Basten e Maldini».

AVVERSARI PIU’ FORTI – «Ronaldo il Fenomeno e Zidane».

COMPAGNI IDEALI – «Cito quelli con cui ho giocato di più. Rijkaard, straordinario, Desailly,col quale formavo una gran coppia, e Boban: meno continuo, ma il più completo in assoluto».

AMICI – «Maldini, Costacurta e Ambrosini: quando ci sentiamo sembra di stare ancora in squadra insieme. E poi Sheva e Puyol».

LITIGATE TACIUTE – «Ho un piccolo record, penso di aver litigato praticamente con tutti i miei tecnici. Sacchi,Capello, Mancini, Trapattoni, Cesare Maldini… Non ero spigoloso, ma quando nasceva un problema chiarivo discutendo. Noi due soli nello spogliatoio. Poi uscivo e tornavo ad allenarmi».

SCONTRO PIU DURO – «Con Ancelotti. Una volta gli dissi “Non voglio fare l’allenatore
perché non vorrei diventare come te”. Ovviamente tutto chiarito. Carlo è il numero uno, è stato
il mio maestro, a 20 anni andavo a pranzo da lui e mi trattava come un fratello. La sofferenza passa,
l’aver sofferto mai: meglio discutere e risolvere che covare rancore».


MILAN – «Il Milan mi ha fatto crescere come calciatore e come uomo. Mi ha visto entrare cucciolo e mi hasalutato 30enne affermato, sposato, padre. Io, insieme ai compagni, ho dato credibilità al progetto: abbiamo creato un senso di appartenenza fondamentale per arrivare in cima al mondo. Circa 15 di noi erano milanesi cresciuti nel settore giovanile, io mi portavo il problema a casa, non so se mi spiego… Che orgoglio».

DEBUTTO MILAN DOMANI – «E contro la Samp, la squadra a cui ho segnato più gol in carriera,
5… (risata, ndr)».


REGALO RICHIESTO – «Di stupirmi ancora. Mi aspetto una squadra spavalda anche in Champions, come l’Atalanta di questi anni».

LOTTA SCUDETTO – «Sarà un campionato incerto. Juve e Inter sono leggermente davanti, ma tutto è possibile. Il Milan, per vincere, dovrà ripetere una stagione straordinaria».

MERCATO ROSSONERO «Si sono mossi bene, ma spero non sia finita qui. Mancano un trequartista e un mediano».

COESISTENZA IBRA E GIROUD – «Per spezzoni di partita».

COESISTENZA FLORENZI E CALABRIA – «Sì, Florenzi può giocare in più posizioni».

BENNACER CON LA 4 – «Caratteristiche diverse, ma ottimo giocatore».

RINNOVO KESSIE – «Il mercato lo fanno sempre più le scadenze di contratto…».

TONALI – «La leggo come scelta ambiziosa: se ho paura di non impormi, mi tengo l’ingaggio che ho. Lui invece ha deciso diversamente».

PELLEGRI – «Bisogna iniziare a costruire qualcosa per il dopo Ibra, no?».