Allegri bacchetta: «Più facile essere belli che vincenti. Scudetto e Champions? Ne parliamo a marzo»

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Le parole dell’allenatore della Juventus. Ecco l’intervista di Allegri su Scudetto, Champions e sui singoli bianconeri. Le ultimissime

La corsa Scudetto, la lotta alla Champions, l’addio di Bonucci, la crescita di Bentancur, Dybala e Bernardeschi, la fame (calcistica) di Higuain. Questo e tanto altro nell’intervista rilasciata da Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, ai microfoni di “Tuttosport“. Queste le parole dell’allenatore bianconero sulla corsa Scudetto: «Preoccupati? No, noi siamo rispettosi del Napoli, dell’Inter, della Roma. E anche del Milan che ha fatto una grande campagna acquisti per arrivare tra le prime quattro e adesso è solo un po’ staccata. Alla fine queste cinque squadre, a meno che non si inserisca la Lazio, si giocheranno i 4 posti. La forza della Juventus è quella di rispettare tutti perché altrimenti non riesci a vincere. Napoli? E’ cresciuto, sono tre anni che gioca con la stessa squadra. La Juventus ha cambiato molto: noi abbiamo continuato a vincere e loro a crescere sul piano del gioco e quest’anno in questo momento che hanno 2 punti in più di noi e dell’Inter è normale che si sentano i favoriti insieme a noi per lo scudetto. Ma è presto. Perché alla fine le stagioni si decidono a marzo, come sempre. Bisogna avere un po’ di pazienza. Per vincere servono 86 punti. Il Napoli e la Roma dovranno rifare i loro record».

L’allenatore della Juve ha poi parlato della Champions: «Champions? Il Real è la favorita numero uno. Per adesso sta scherzando, ha lasciato qualche punto in casa e ora ha iniziato a fare cose giuste. Infatti è andato a Dortmund e giocando al 70 per cento ha vinto. Il Barcellona ha Messi che fa la differenza. Il Psg è una scheggia impazzita, al momento non è ancora decifrabile, però ha gente come Mbappé, Neymar, Cavani, Dani Alves: bisogna vedere che squadra saranno a marzo. Quale dovrebbe essere l’approccio in un’altra finale? L’angoscia non ci deve essere. Va affrontata con tutta la serenità, senza stare a pensare a quello che è successo. Una finale bisogna approcciarla con maggiore fiducia perché la Juventus è cresciuta molto in Champions. Alla fine se guardiamo gli ultimi tre anni, meglio di noi ha fatto solo il Real Madrid. Cardiff? No, tra di noi non ne abbiamo più parlato. Mai, neanche ad agosto. Ho solo detto ai ragazzi che il Real Madrid ha vinto perché ha fatto una gran difesa, straordinaria». Su Bonucci: «Leo è stato un giocatore importante. La storia della Juventus parla chiaro: sono andati via tantissimi giocatori negli anni. Dopo Berlino, con gli addii di Tevez, Pirlo, Vidal sembrava che la Juventus fosse finita, invece siamo ripartiti. La stessa cosa l’anno dopo con le partenze di Pogba e Morata. La società ha svolto un lavoro importante».

Il tecnico della Juventus ha poi esaltato e bacchettato i suoi giocatori ad iniziare da Dybala: «E’ un grande ma deve imparare a gestire le partite, certe volte deve avere un minor dispendio di energie in certi tipi di gare e deve usare il destro». Poi ha parlato di Bernardeschideve crescere anche sotto l’aspetto caratteriale»), Douglas Costaè al 60%, quando ti punta fa male»), di Bentancura livello di personalità è superiore»), di Ruganiè cresciuto, deve fare l’ultimo step»), di Higuaindeve far gol che determinino, è al 50% e mi arrabbio molto con lui perché pretendo di più, perché può fare molto di più»), Pjanicè uno dei top al mondo e in più è ‘calciante’, batte calci d’angolo e punizioni e ha un gran tiro»). Allegri ha chiuso le porte al ritorno al 4-3-3, almeno per adesso e si è detto favorevole al Var. Chiosa finale sulla filosofia ‘allegriana’: «Quello che conta è l’albo d’oro. E’ più facile essere belli che vincenti».