Ancora Petrucci: “Lo Stato delega noi per le regole nello sport”

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Al termine della propria conferenza stampa, il presidente del CONI, Gianni Petrucci, ha rilasciato altre dichiarazioni ai microfoni di “Sky Sport 24” per fare il punto sul calcio di vertice, da lui definito come succube di ‘doping legale’: “I presidenti devono capire che c’e` un punto di non ritorno… oggi si parla sui giornali piu` di aspetti giudiziari e giuridici piuttosto che sportivi. Non si parla piu` di sport. I presidenti dicono: “i soldi sono i nostri e le regole le facciamo noi”, ma non e` cosi`. Lo Stato ha delegato il CONI per fare le regole dello sport italiano. Il CONI adesso si rivolgera` ad esperti di alta caratura per arginare questi fenomeni ai quali non mi rimetto, io non ci sto”

Alla domanda se ha mai sentito personalmente Andrea Agnelli, presidente della Juventus, Petrucci risponde: “Non l’ho fatto per rispetto dell’autonomia della FIGC. Tanti mi dicono che io difendo sempre la Federazione ed Abete, ma io lo faccio perche` sono persone serie e corrette, che stanno lavorando bene. Perche` quello che fa la Federazione e` sbagliato e quello che dicono gli avvocati e` giusto? Oggi ho fatto un discorso nel quale credo, per dire basta, non si puo` andare avanti cosi`. Nel calcio di vertice tanti avvocati illudono i presidenti che sia tutto possibile, oppure aggirano le leggi sfruttando il mondo della borsa e degli azionisti. Avete visto che bella pagina del calcio italiano ieri con la Nazionale dal Presidente della Repubblica? Siamo tornati nelle prime cinque del Ranking FIFA, stiamo rovinando il nostro calcio con questi altri fenomeni. Conosco John Elkann e da poco Andrea Agnelli, che fanno parte di una famiglia che ha fatto grande il calcio italiano. Non voglio fare appelli io, perche` mi puo` essere chiesto di farmi i fatti miei… non ho una mia idea su questa situazione, ma anche se l’avessi non la direi per non creare altre polemiche”.