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Audero: «Sogno la Nazionale. Ecco la parata a cui sono più affezionato»

Redazione CalcioNews24

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Emil Audero ha parlato ai microfoni di Onefootball dopo la firma sul rinnovo con la Sampdoria: le parole del portiere

Emil Audero ha parlato ai microfoni di Onefootball dopo la firma sul rinnovo con la Sampdoria. Le sue parole.

Prima di tutto complimenti per il rinnovo, immagino sia un traguardo importante: che sensazioni provi?

«Sensazioni positive, innanzitutto. Personalmente questo rinnovo è una grande soddisfazione, un motivo di felicità e un grande attestato di stima nei miei confronti da parte della società. Arriva nel corso di una stagione positiva ed è un segnale inequivocabile che il lavoro paga».

Hai da poco superato le 100 presenze con la maglia della Samp: la prima volta a Marassi avete vinto 3-0 contro il Napoli, cosa ricordi di quel momento?

«Il debutto casalingo è stato un’emozione forte. C’era tanto pubblico, lo stadio pieno. Marassi è impressionante quando ci sono i tifosi a riempire gli spalti e la Gradinata. Abbiamo vinto con un tre a zero netto, bello. Avevamo giocato benissimo e poi c’è stato un gran gol di Fabio [Quagliarella] con un colpo di tacco eccezionale. Ricordo ancora distintamente il calore immediato dei tifosi: quello che erano capaci di trasmetterti mentre eri lì sul campo. Lasciatemelo dire a modo mio: tanta roba. Sono sensazioni che non le scordi mai, restano con te per tutta la vita e ti tornano in mente come flash. Magari tu sei così concentrato sul tuo lavoro e sulle gare che verranno nelle settimane dopo che a volte che non riguardi quello che hai appena fatto; ma a distanza di tempo, tra social e tv, mi è ricapitato di vedere le immagini di quella partita e di ripensare a quanto fosse stata bella quella sera».

Sei il portiere più giovane della Samp nella storia dei derby: più motivo d’orgoglio o di responsabilità?

«Il derby della Lanterna è una partita bellissima, ma solo con il pubblico. Vedere lo stadio vuoto è davvero triste. Perché il derby non sono 90 minuti, ma è tutta la settimana. È la preparazione, le aspettative, la tensione, i cori dei tifosi. Troppo brutto vedere il “Ferraris” così. L’immagine che mi viene in mente quando ci penso è quella di un bambino che va al campetto e si ritrova a giocare da solo. Mi auguro con tutto il cuore che presto questa emergenza possa essere superata e si torni a giocare con il pubblico. Se chiudo gli occhi e penso al derby mi vengono in mente due momenti: il primo è legato al mio derby d’esordio, che finì 1-1, ma nel quale feci diverse parate importanti, su Kouame, Romulo e Piatek. Al ritorno, poi, vincemmo 2-0. Lo stadio era una bolgia. Fu una grande soddisfazione, una goduria assoluta».

Claudio Ranieri è stato fondamentale nella tua crescita nell’ultimo anno e mezzo: cosa si prova ad allenarsi con un allenatore di questo livello?

«Il mister è un allenatore dal grandissimo carisma. Si nota ogni giorno, in ogni singolo dettaglio. Ti trasmette sempre esperienze e sensazioni positive, che aiutano molto nella propria crescita professionale. Io non voglio addentrarmi nell’aspetto tecnico, perché non mi compete. Ma posso dire che dà ad ognuno di noi tanta serenità e tranquillità, aspetti fondamentali per il lavoro».

Il club ha puntato su di te nonostante la giovane età: te lo aspettavi?

«Io sono molto felice di quella che è la mia carriera e di quello che sto facendo qui a Genova. Tutto quello che ho lo sto mettendo al servizio della Sampdoria. Viceversa, la società mi ha dato fiducia e mi è sempre venuta incontro. Il rapporto tra noi funziona benissimo e non posso che esserne contento. Da parte mia ci sono molto orgoglio e soddisfazione per quello che si sta facendo: stiamo creando qualcosa di importante».

Un obiettivo che vorresti raggiungere con questa maglia?

«Il prossimo obiettivo è quello di finire al meglio la stagione, consolidando la nostra posizione in classifica e magari salendo anche un po’. Per il futuro? Vorrei ottenere il massimo. Non so dire che cosa, ma fare il meglio possibile. Chissà poi che non possa indossare oltre alla maglia blucerchiata anche quelle azzurra: sarebbe bellissimo».

La parata o la partita che ricordi con più affetto in questi due anni e mezzo?

«Ho tanti bellissimi ricordi, ma rimanendo sulla più stretta attualità, non posso non dire Sampdoria-Inter. Abbiamo giocato una grande partita, contro la squadra più forte del campionato. Siamo stati gli ultimi a batterli prima di questa striscia di vittorie e questo dà ancora più valore a quello che abbiamo fatto. In quella partita ho parato anche un calcio di rigore a Sanchez, sullo 0-0. Se avessero segnato, forse sarebbe andata diversamente, ma per fortuna sono riuscito a respingere il pallone. Un motivo in più per eleggerla come la mia prestazione preferita della stagione».

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