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Belgio Italia: ecco perché Mancini non può rinunciare a questo Chiesa

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In vista di Belgio Italia il dilemma per Mancini è la scelta di Chiesa o Berardi dal primo minuto: ecco perché il bianconero è irrinunciabile

La principale incognita su Belgio Italia riguarda il ballottaggio Chiesa/Berardi. L’esterno della Juventus è stato il protagonista del successo contro l’Austria: oltre al gol che ha sbloccato la partita, ha generato imprevedibilità e continue situazioni pericolose. Per la verità, nei primi minuti in cui era entrato in campo, non si era visto molto. Anche lui aveva sofferto il piattume della manovra azzurra, riceveva palla quasi spalle alla porta, da fermo ed era così costretto a tornare indietro. La situazione è nettamente migliorata nei tempi supplementari, come abbiamo scritto qui.

Di certo, Chiesa ha portato qualità che in quel momento mancavano alla Nazionale. Tuttavia, è stata anche la squadra che è riuscita a imbeccarlo nel migliore dei modi, nel contesto in cui l’ex Fiorentina preferisce: ossia, isolandolo a destra sul lato debole, consentendogli così di puntare l’uomo. Situazioni che Chiesa ha sempre adorato, soprattutto sul piede forte. Il suo impatto è stato folgorante, tant’è che il leit motiv delle ultime giornate è stato sempre lo stesso: come fa Mancini a lasciarlo fuori?

Preso individualmente, Chiesa è un giocatore che – per quanto giovane – è più incisivo e forte sia di Insigne che di Berardi. E’ notevole il suo atletismo e la sua intensità, la capacità di creare situazioni pericolose anche quando il contesto attorno a lui non funziona. Un qualcosa che si è visto con chiarezza nella stagione di Juve, dove l’ex Fiorentina generava situazioni praticamente da solo.

Come abbiamo scritto parecchie volte, l’Italia di Mancini adotta uno scaglionamento asimmetrico. Nonostante la fluidità e le rotazioni a seconda della situazione, possiamo sintetizzare il modulo dell’Italia in fase di possesso come un 3-2-5. Il terzino sinistro, Spinazzola, si alza molto per dare ampiezza, mentre l’altro (Florenzi/Di Lorenzo) resta più stretto e bloccato, maggiormente vicino a difensori e mediano.  Ciò ha quindi conseguenze per le ali: quella sinistra, Insigne, gioca tra le linee, dentro al campo; quella destra dà invece ampiezza e ricopre una posizione più larga. Per questo si capisce come mai Insigne sia insostituibile nel gioco azzurro. Perché, con Spinazzola in costante sovrapposizione, è l’unico rifinitore in grado di giocare nel mezzo-spazio sinistro, tra le linee, che dia qualità al fraseggio e alla rifinitura.

Insigne stringe la posizione con Spinazzola che si alza. A destra, è invece Berardi largo.

Chiesa soffrirebbe in queste situazioni. E’ un calciatore più atletico e diretto, che patisce quando deve giocare stretto e fraseggiare in spazi ingolfati. Dà il meglio di sé agisce più vicino alla linea di fondo e può puntare l’uomo subito dopo aver ricevuto palla. Ciò si sposa bene con lo stile di gioco della Nazionale: il lato forte dell’Italia è quello sinistro, per isolare poi l’ala destra sul lato debole. E’ successo con Berardi in Italia-Turchia, così come con Chiesa nel match contro l’Austria. Per lo scaglionamento azzurro, Insigne è quindi irrinunciabile a sinistra, con Chiesa e Berardi che si giocano la maglia sull’altro lato.

Rispetto allo juventino, probabilmente Berardi ha un set di smarcamenti più ampio. Agisce bene sia tra le linee che in fascia, svariando molto in orizzontale. A volte lo vediamo largo a destra che punta l’uomo, mentre in altre circostanze è dentro al campo con Barella o Di Lorenzo che si aprono. Tuttavia, in queste ultime partite non sempre è stato risolutivo al momento dell’ultima giocata, con diverse situazioni vanificate. Al contrario, Chiesa è un po’ più verticale e meno cerebrale, ma ogni volta che riceve palla è in grado di costruire pericoli. Contro la linea a 5 del Belgio, la sua capacità di creare superiorità numerica può essere determinante.

In ogni caso, soprattutto a causa del molto caldo, non bisogna sottovalutare il suo impatto a gara in corso. Con le energie avversarie che calano, Chiesa può esaltarsi ancora di più: soprattutto se, come avvenuto contro l’Austria, l’Italia è in grado di imbeccarlo con le modalità giuste. Insomma, a prescindere da chi giocherà dal primo minuto, bisogna guardare con ottimismo alla ricchezza di soluzioni di questa Italia, anche dalla panchina (basti vedere l’impatto dei cambi nell’ultima partita). Che sia da titolare o meno, Chiesa è comunque una risorsa determinante.