Di Vaio: «Il secondo tempo non era calcio»

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Il club manager del Bologna: «Con Donadoni siamo più convinti»

Con Roberto Donadoni la storia è cambiata: adesso il Bologna ed il pareggio di ieri ne è la testimonianza diretta. Per parlare di questo è intervenuto poco fa in diretta radio Marco Di Vaio, club manager ed ex giocatori dei felsinei, che si è concentrato anche sulle polemiche arbitrali che a fine partita con la Roma hanno infiammato il confronto anche tra gli allenatori. Per il dirigente rossoblu sicuramente l’arbitro dell’incontro, Gianluca Rocchi, poteva fare molto meglio, a partire dall’inizio della gara, in dubbio causa pioggia… «Era una partita al limite, ma si poteva giocare. Nel primo tempo il campo ha retto, nel secondo non era più una partita. Rocchi ci ha detto: “Navighiamo a vista” e siamo andati avanti, ma è stata una battaglia, non una partita di calcio», le parole di Di Vaio.

DI VAIO: «BOLOGNA – ROMA, UNA BATTAGLIA» – «Abbiamo giocato sin da subito con intensità, eravamo ovunque, alla fine il pareggio è stato giusto – ha continuato Di Vaio a Rete Sport . Donadoni? Ha portato idee nuove, abbiamo giocato a viso aperto. Loro ci mettevano in difficoltà sulle palle lunghe con Edin Dzeko, ma siamo stati bravi a reagire dopo l’1 a 2. Mattia Destro? È il simbolo di quello che è accaduto dopo il cambio in panchina, si è molto responsabilizzato, se continua così può ambire alla Nazionale». Sul campionato: «La Serie A si è alzata di livello, non c’è una sola padrona, ma bravi tecnici e tante idee. Noi, se continuiamo su questo livello, possiamo salvarci. Non ho mai avuto la sensazione non fossi adatti alla A, nemmeno con Delio Rossi, forse però non eravamo convinti prima. La Roma? Ieri non si sono persi d’animo, possono vincere lo Scudetto. Francesco Totti? Finché ha voglia può giocare, con le qualità che ha può giocare anche a sprazzi»