Borsino Inter: sale Karamoh, crolla Miranda

Joao Miranda, Inter
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Dopo due mesi l’Inter di Spalletti riassapora il gusto della vittoria: nerazzurri ora al terzo posto della classifica, cosa porta in dote la gara con il Bologna

Vince l’Inter è questa è di per sé una notizia, considerando le recenti e strutturali difficoltà nerazzurre: gli uomini di Spalletti non conquistavano i tre punti da oltre due mesi, lasso di tempo che ha vanificato la partenza a piene marce, riportando il tutto al necessario contatto con la realtà. Una realtà sicuramente non da lotta scudetto, plausibilmente da contesa Champions se l’Inter sarà effettivamente in grado di invertire la tendenza: battuto il Bologna, create dunque le premesse psicologiche per mettersi alle spalle il periodo no e dire la propria contro Roma e Lazio. I giallorossi disputeranno il proprio turno nel posticipo serale con il Benevento: logico presupporre i tre punti, mentre i biancocelesti sono usciti sonoramente sconfitti dal San Paolo e potrebbero d’un tratto ritrovarsi al quinto posto della classifica di Serie A.

Inter-Bologna, le contromosse di Spalletti

Arriva finalmente una scossa e ci si era oggettivamente interrogati sulle tempistiche: perché Luciano Spalletti in questi due mesi di insuccessi non ha provato a cambiare nulla pur di dare uno scossone – anche solo emotivo – alla sua Inter? Dopo innumerevoli e identici copioni oggi ha pagato dazio Candreva, escluso per via di una serie di prestazioni incolori: al suo posto promosso Karamoh, finora oggetto misterioso della campagna acquisti estiva condotta dal club meneghino. Rispetto alla formazione titolare l’altro grande assente è il capitano Mauro Icardi: situazione ovviamente generata dalle condizioni fisiche dell’argentino e non da questioni legate al suo rendimento. Seppure Eder, nelle due occasioni a disposizione, ha fatto centro sbloccando sia la gara con il Crotone che quella odierna con il Bologna: da annotare quantomeno una risposta concreta a chi voleva l’Inter priva di un’alternativa offensiva al suo totalizzatore Icardi.

Inter-Bologna, la risposta di Karamoh

Il classe ’98 francese si è acceso a sprazzi, dando testimonianza della sua abilità nell’abbinare la velocità alla tecnica: gli si chiedeva di dare una scossa all’intorpidita Inter delle ultime esibizioni e questa iniezione di corrente è arrivata, ovviamente priva della continuità che non si può domandare a chi finora aveva collezionato appena cinquantotto minuti di Serie A. Sì, cinquantotto: comparse qua e là, ecco il primo centro alla prima da titolare. Nessuno si offenderà se la sensazione forte è quella che Yann Karamoh avrebbe meritato maggiore considerazione e dunque spazio in un pregresso in cui all’Inter è mancata proprio la scintilla. La rete è la scintilla più preziosa: Karamoh si mette in proprio, dribbla come birilli un paio di avversari e pesca il jolly dalla media distanza, una soluzione mancina di potenza e precisione che non lascia scampo a Mirante e che – sul risultato di 1-1, tendente alla stabilità per quanto si vedeva sul campo – di fatto decide la gara e riconsegna la vittoria all’Inter di Spalletti. L’evidenza della giocata è chiara: tecnica e rapidità nell’esecuzione. Ma dietro c’è di più: la personalità con cui il diciannovenne ha condotto la sua azione e si è caricato l’Inter sulle spalle. San Siro approva: Karamoh incassa gli applausi scroscianti di San Siro e si candida ad un ruolo più consistente nell’Inter che verrà.

Spalletti e la considerazione sulla qualità

Nelle considerazioni post-gara, all’invito verso un maggiore sfruttamento della qualità a disposizione, Luciano Spalletti ha risposto con un laconico: “A chi si riferisce”? Come a dire: dove la vedete tutta questa qualità nell’organico dell’Inter? Una sorta di malcontento poco velato – se non verso l’operato della società – espresso nei confronti di un costrutto generale che necessita di calciatori differenti se nel futuro vorrà competere a determinati livelli. Compito di un allenatore però è essenzialmente quello di valorizzare al massimo le risorse disponibili: attingere a piene mani dalla propria rosa senza lasciare alcunché d’intentato. Ad oggi è tutt’altro che scontato ritenere che questo – in casa Inter – sia accaduto. Basta ad esempio guardare il tabellino odierno: in rete Eder e Karamoh. Il primo un tappabuchi, il secondo un oggetto misterioso. Avrebbe forse potuto Spalletti inventare qualcosa di diverso? Sfruttare la buona vena di Eder e magari studiare una coesistenza con l’inamovibile Icardi? Rendersi conto prima dell’appiattimento delle prestazioni di Candreva e rischiare la verve del giovanissimo esterno offensivo ex Caen? Magari ultimamente si è concentrato più a prendersela con i giornalisti, vedi la conferenza di presentazione della sfida con il Bologna.

Intanto Miranda…

Altra questione da risolvere al più presto sarà quella legata all’evidente calo sofferto da Joao Miranda: il centrale nerazzurro, da cardine della difesa nerazzurra, si è ritrovato ad essere l’anello debole. Il suo compagno di reparto Skriniar tiene: magari un tantino esaltato a dismisura dalla critica nel suo avvio di campionato, ma nel momento di flessione generale ha dimostrato di saperci fare. Pochi gli errori individuali, spesso è lui a mettere la pezza agli errori dei colleghi. Discorso che non può più essere applicato a Miranda: oggi colpevole assoluto nell’occasione del momentaneo pareggio di Palacio, svirgolata clamorosa per un calciatore delle sue doti e forte dell’esperienza accumulata in anni di grandi club e nazionale brasiliana. Ecco, c’è il Mondiale alle porte e Miranda vorrà giocarlo da protagonista: fattore che tende a compromettere l’eventuale avvicendamento con Lisandro Lopez, che quest’oggi ha esordito proprio per rilevare l’infortunato Miranda (scelta tecnica in conseguenza al clamoroso errore del brasiliano?), ammesso che sia intenzione di Spalletti ridisegnare i complessi equilibri difensivi in corso d’opera. Non andrà così, ma per la rincorsa Champions dell’Inter sarà necessario ritrovare un Miranda all’altezza della situazione. Motivato e concentrato, più reattivo sotto il profilo atletico: dopo l’errore quest’oggi non ha neanche provato a recuperare territorialmente su Palacio, poi libero di battere a rete e trafiggere l’incolpevole Handanovic. Oggi è andata bene ed il Bologna ci ha messo del suo con la doppia espulsione di Mbaye e Masina, ma è periodo di scelte: Luciano Spalletti sfoglia la rosa.