C’è Slam e Slam: chi ha vinto il più difficile?

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Nuovo appuntamento con la rubrica «Non Solo Calcio», a cura di Ubitennis!

Durante lo svolgimento del Roland Garros 2014 si è molto discusso sul tabellone di cui ha beneficiato Rafa Nadal prima dei quarti di finale. Incontrare il redivivo Ginepri (wild card), il giovane promettente Thiem, l’argentino Mayer ed il serbo Lajovic ha rappresentato, a detta di molti, un cammino molto facile ed anche grazie a questo inizio soft il maiorchino ha potuto salvare preziose energie in vista della finale. Se guardiamo la classifica di questi quattro (prima dell’inizio del Roland Garros), notiamo che, in effetti, Nadal non avrebbe potuto chiedere di meglio: rispettivamente numero 277, 58, 77 e 84. Al contrario, sembrerebbe che i primi quattro turni siano stati più impegnativi per Novak Djokovic: Sousa (44), Chardy (40), Cilic (26) e Tsonga (14). Questo ha inciso? Uno Slam non è una finale dei 100 metri, ci sono due settimane da affrontare, sette partite al meglio dei cinque set: uno Slam richiede una migliore gestione delle energie fisiche e mentali rispetto a tutti gli altri tornei del circuito ATP.

Partendo da queste considerazioni mi sono chiesto: quanto è difficile vincere uno Slam, in relazione al tabellone? Spesso si legge: Federer ha vinto molto perché ha avuto pochi avversari, mentre Nadal e Djokovic affrontano, in media, avversari più ostici, agguerriti, preparati. Questo è vero? O forse è il classico falso storico che ripetiamo fino a convincerci? Per dare una risposta non condizionata dal tifo o dalle opinioni, ho provato a costruire un semplice modello.