Corsi: «Saponara e Tonelli, 2 promesse»

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Il presidente dell’Empoli tra progetti, mercato e sfide

Passeggiando nel vialetto del centro sportivo di Monteboro, il presidente dell’Empoli ha parlato dell’importanza dell’equilibrio e della lezione che la sua squadra può impartire al calcio italiano: «Il rischio è quello di perderlo. Abbiamo imparato a gestire le sconfitte e a ripartire. Guai però a dimenticare le nostre radici. Cosa possiamo insegnare? A credere nei giovani e a monitorare con più attenzione le categorie inferiori. Basta prendere gli scarti dagli altri campionati. Il Carpi non è in A per caso. E il Crotone continua a trasformare ragazzi di talento in potenziali stelle. Questo è il calcio che dobbiamo valorizzare. Provo tristezza nel vedere Antonio Conte la domenica in tribuna a seguire sfide dove in campo ci sono solo due-tre italiani. Dobbiamo ribellarci a questa realtà anche se, ormai, anche le proprietà stanno diventando delle multinazionali», ha dichiarato Fabrizio Corsi ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.

SIMBOLI – Il patron del club toscano ha spiegato poi la scelta di puntare su Marco Giampaolo dopo l’addio di Maurizio Sarri: «Serve gente umile, che ama il lavoro. Che cerca rivincite. In più avevamo deciso di tenere Saponara e serviva un allenatore in grado di valorizzare il ruolo del trequartista. Giampaolo ha avuto l’umiltà di raccogliere il lavoro di Sarri e di svilupparlo». E poi svela il colpo di mercato di cui va più fiero: «Aver ripreso Saponara dopo la sua parentesi al Milan. Una scelta un po’ folle ma che ha pagato. Il ragazzo ad agosto tornerà in un grande club e stavolta non entrerà dalla porticina di servizio ma dal portone principale. Ci sono cinque-sei giocatori di A che piacciono a tutti. E visto che Dybala e Insigne non sono in vendita è chiaro che Saponara è destinato a essere una primissima scelta. Però c’è un dato clamoroso che vi regalo: le partite dell’Empoli quest’anno le vedono anche i dirigenti delle società di Premier League. E Saponara piace. Eccome se piace».

PROMESSE E SFIDE – Un uomo mercato è anche Lorenzo Tonelli, ma Corsi parla anche di altri gioielli azzurri: «Se arriverà l’offerta giusta lo lasceremo libero. Non tradisco la parola data. Zielinski? Purtroppo il suo cartellino è dell’Udinese. E quello di Peralta è della Roma. Ho sbagliato io. Dovevo pretendere di inserire la possibilità di riscatto per i due talenti. Anche altissima. Stella futura? La mezzala Picchi classe ’97. E’ un discendente del mitico Armando». Corsi, che anziché sognare di guidare la Juventus preferisce studiare Frosinone e Crotone, ha illustrato la sua prossima sfida: «Ristrutturare il Castellani trasformandolo in una stadio gioiello con l’aggiunta di una piccola area commerciale. Non ci guadagnerò nulla come presidente ma aiuterò la mia città ad avere un’area sportiva di cui andare orgogliosi».

AMOPRE E RIVALITA’ – Infine, ha parlato del suo rapporto con la Fiorentina e preso le difese dei Della Valle: «E’ la somma di amore e rivalità. E’ stato bello nell’andata ammutolire per un’ora lo stadio Franchi. Sono amareggiato però per la contestazione di cui è stato vittima Andrea Della Valle dopo la gara con la Lazio. I Della Valle meritano solo ringraziamenti per i risultati che hanno ottenuto da quando sono proprietari del club. Questo elogio ai Della Valle mi costerà le critiche di qualche tifoso viola. Pazienza. Non riesco a nascondere i pensieri».

UN POKER SPECIALE – Corsi, però, ha anche parlato del poker di allenatori che sono passati da Empoli: due in panchina, come Luciano Spalletti (prima anche giocatore) e Maurizio Sarri, e due solo da calciatori, come Vincenzo Montella ed Eusebio Di Francesco. «Spalletti? Con lui in panchina la Roma può tornare subito protagonista. Di Luciano amo la sua umiltà. Anche ora che è diventato ricco e famoso ha sempre voglia di imparare qualcosa di nuovo. Spalletti conosce bene il mondo giallorosso. Saprebbe dove e come intervenire. Sarri? Un malato di calcio. Lo confesso, pensavo che gli servisse più tempo per far innamorare Napoli e il Napoli. E temevo che non avrebbero concesso a Maurizio il periodo di apprendistato necessario. Invece Sarri è entrato a tempo di record nella testa dei suoi giocatori. Guardate come lo adora Higuain e come lo apprezzano i difensori partenopei che con Benitez subivano valanghe di gol. Il Napoli è l’unica squadra che può strappare lo scudetto alla Juve. Montella? Vincenzo ha talento in dosi industriali. Però per crescere aveva bisogno di battere qualche testata. Il divorzio dalla Fiorentina è stato una lezione. Nella Sampdoria già si vede la sua mano. Presto allenerà una squadra da titolo. Di Francesco? E’ un ragazzo che ha fatto la gavetta imparando il mestiere dell’allenatore. Chi parte dal basso sa come valorizzare quello che di bello gli viene messo in mano nel percorso di crescita. Il Sassuolo di Squinzi è una macchina importante. Ma scommetto che Di Francesco lo troveremo tra pochi anni alla guida di una Ferrari», ha concluso Corsi.