Calciomercato tra sogni e illusioni: “Chi vive sperando?”

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“Chi vive sperando, muore cagando! Lorusso, isoletta dell’Egeo che non conta un cazzo, 1941, sono anche un autore!” ammoniva il sergente Antonio Lo Russo, alias Diego Abatantuono, ai fratelli Munaron che speravano di ritornare a casa dal presidio militare su un’isoletta greca raccontata nel “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores, vincitore dell’Oscar come miglior film straniero nel 1991.

Tentando un accostamento che giace sul filo di un rasoio immaginiamo i Munaron come milioni di tifosi juventini quando, la notte del 30 gennaio, una stella cadente materializzatasi in cielo fa sì che tutti possano esprimere il loro desiderio per le ultime ventiquattr’ore di mercato: “Marotta, compraci l’attaccante” – pensa qualcuno riferendosi agli operatori di mercato bianconeri – “Va bene anche Pazzini” esprime qualcun’altro , “Fate tornare il capitano” suona la band sempreverde dei nostalgici.

Sia chiaro, a 24 ore dal gong finale, il reparto offensivo della Juventus era già stato rinforzato con l’arrivo del “cittadino del mondo” Nicolas Anelka che, insieme a Quagliarella, Vucinic, Giovinco, Matri e l’infortunato Bendtner, costituiva un pacchetto abbastanza affidabile per poter condurre ancora da protagonista la seconda parte di stagione, considerando che il transalpino potrà anche essere schierato negli impegni incombenti di Champions League. Senza dimenticare l’arrivo dell’ariete Fernando Llorente, ufficializzato a partire dal prossimo giugno e strappato gratis all’orgogliosissima dirigenza basca del Bilbao, che ha preferito perderlo a costo zero. In più i bianconeri, con ben 46 gol all’attivo e solo 15 reti subite (prima della gara col Chievo Verona), avevano già mostrato di poter sopperire alla mancanza del cosiddetto ‘top-player’ offensivo, termine abusato peggio dei vari tormentoni Pulcino Pio o Gangnam Style, vista l’ottima prolificità di centrocampisti e attaccanti.

Tutto ciò poteva anche bastare ai tifosi juventini, quasi indifferenti fino a quel momento circa le notizie sui possibili arrivi di Lisandro Lopez o Drogba. Se non fosse stato per un evento che ha spostato gli equilibri in gioco, non solo per la Juventus, ma per tutti i competitor: l’arrivo di Mario Balotelli al Milan a 48 ore dalla chiusura del mercato. Un’operazione non solo sportiva, ma anche mediatica e di costume, se consideriamo l’arrivo in pompa magna di Super Mario a Milano, accolto da un affetto quasi paragonabile ai 5000 di Fiumicino per l’arrivo di Falcao o al San Paolo esaurito per i primi palleggi di Diego Armando Maradona. Milano ha riaccolto il suo ‘figliol prodigo’, tornato in Italia dopo l’ultima esperienza a Manchester caricato da un’ondata di affetto che forse non aveva mai minimamente provato da altre parti, nemmeno a Milano, qualche anno prima, con la maglia nerazzurra.

Il primo effetto del domino scatenato dall’arrivo di Balotelli è stata la reazione, decisa e intraprendente, da parte dei cugini interisti: si chiudono in fretta e furia le trattative con Kuzmanovic e Schelotto, poi blitz in Croazia per acquistare il talentissimo Mateo Kovacic dalla Dinamo Zagabria. Tre in un colpo, insomma, non male: la reazione nerazzurra non è tardata ad arrivare. E la Juventus? A questo punto i tifosi chiedono un colpo, poiché alla luce degli investimenti di Inter e Milan, gli arrivi di Anelka, Cevallos, Llorente (da giugno) e Peluso non possono bastare a placare le richieste dei supporter, che vedono le rivali rinforzarsi pesantamente considerando anche il poker di acquisti del Napoli, tra Radosevic, Armero, Rolando e Calaiò.

Anche la dirigenza bianconera sembra decidersi a percorrere questa pista: ecco allora che il 31 mattina si prova l’assalto a Belfodil del Parma, ma i ducali cortesemente rispondono “picche” sparando una cifra spropositata, forti anche della situazione last-minute. Nel pomeriggio, netta e decisa virata su Mauro Icardi dalla Sampdoria, autore di una doppietta proprio allo Juventus Stadium, ma anche qui, la dirigenza blucerchiata sembra restìa a cedere il calciatore a gennaio, forte anche degli interessi di Napoli e Inter in vista di giugno: “None” la risposta dei doriani. Le 19 si avvicinano, il gong sta per suonare: allora parte l’ultimo, spericolato, assalto ad Andrea Poli, centrocampista, sempre dalla Sampdoria, l’anno scorso all’Inter.

Ok, è fatta, arriva Poli, anzi no: arriva a giugno, anzi no, forse i club fanno una comproprietà, anzi no, non se ne fa più niente. E intanto le 19 arrivano puntuali come Lichtsteiner sulla fascia o, se preferite, come le finestre pop-up durante la navigazione su Internet: le porte dell’Ata si chiudono, il mercato è finito, andate in pace. Alla Juventus, però, non è arrivato nessuno in quest’ultima giornata serrata di trattative, iniziata con Belfodil, passando per Icardi e finendo con Poli. E i tifosi bianconeri? Sono lì, come i fratelli Munaron sulla montagna “dell’isoletta dell’Egeo che non conta un cazzo”, a sperare ancora…