Cambiasso, l’ago della bilancia nei trionfi Inter

astori
© foto www.imagephotoagency.it

Arrivato quasi sotto silenzio dal Real Madrid, Esteban Cambiasso ha rappresentato il metronomo del Triplete nerazzurro

Forse è stato uno dei giocatori più sottovalutati passati in quel di Madrid, sponda Blanca. Ma in fondo parliamo della stessa gestione che fece andar via – senza nemmeno troppi rimpianti – Claude Makélélé per due spicci, dimenticandosi che il francese fosse stato l’equilibratore dei successi del Real Madrid. E forse è andata così anche per Esteban Cambiasso, che lasciò la Casa Blanca dopo esser stato acquistato nel ’96, quando era giovanissimo. I trascorsi argentini tra Independiente e River Plate non avevano convinto, così El Cuchu decise di trasferirsi nella Milano nerazzurra a parametro zero. Sembra uno dei tanti acquisti bulimici dell’era Moratti, ma in realtà sarà un apssaggio fondamentale: Cambiasso diventa un perno per Mancini prima e Mourinho poi, tanto da contribuire ai 15 trofei conquistati con l’Inter. Un decennio trascorso con abnegazione al seguito della causa interista, chiuso con 431 presenze e 51 reti. Vale per tutti il lascito di Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter, sull’argentino: «Cambiasso è un giocatore serissimo: studia sé stesso, le partite. Nel senso che lui ha proprio voglia di discuterne – ricorda “La Gazzetta dello Sport” -. Di tattica e del modo di giocare: è un giocatore serio e ci capisce molto di calcio. Ha grande carattere: Cambiasso poteva esser la coscienza critica pur rimanendo stimatissimo da tutti i compagni».