Capello: “Il mio più grande errore? Tornare al Milan”

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Intervistato ai microfoni di “Tele Monte Carlo”, Fabio Capello, allenatore italiano C.t. dell’Inghilterra, ha rilasciato alcune dichiarazioni per ripercorrere alcune tappe importanti della propria carriera: “Chi potrebbe essere il nuovo Capello nel calcio di oggi? Potrebbe essere De Rossi. Determinazione, gioco e senso del gol. Non ce ne sono tanti. Oggi il problema del calcio sono i difensori, ma anche i centrocampisti che non segnano. Un consiglio ad un giovane? Per arrivare ci vogliono qualità , testa e costanza. Se pensi che tutto sia dovuto perchè sei giovane e indossi già  la maglia del Milan hai sbagliato tutto. Il mio arrivo al Milan? Io ero alla polisportiva Mediolanum, molti storcevano il naso, dicevano che raccoglievo un’eredità  troppo pesante, ma il grande intuito di Berlusconi ancora una volta ha avuto la meglio. C’erano dei contrasti con Sacchi sulla scelta dei giocatori, io ero convinto che la squadra potesse dare ancora molto: con qualche variazione tattica l’abbiamo dimostrato. Il mio più grande errore? Quando tornai al Milan. Mi chiamò Berlusconi, che aveva dato il via alla mia carriera: accettai. Ma la squadra era già  fatta e non corrispondeva a quello che pensavo. La cosa che mi dispiace è che gli acquisti che proposi, poi approvati, permisero all’allenatore che mi sostituì, Zaccheroni, di vincere il campionato. Un rimpianto? Non avere mai vinto il Mondiale per club. Ci fu l’opportunità  con il Milan, a Tokyo, nel 1993. Mi dissero che Savicevic era squalificato e convocai Raducioiu, ma in realtà  Dejan non poteva giocare per la Uefa, non per la Fifa. Lo seppi soltanto all’ultimo momento, ma per comportarmi correttamente confermai Raducioiu. Fu un errore. Penso che il Milan, con Savicevic, avrebbe avuto in bacheca una coppa in più”, sono alcuni stralci di quanto riporta oggi nella sua versione odierna “La Gazzetta dello Sport”.