Dominic Solanke, tutto quello che non sai sul giovanissimo principe del gol in Inghilterra

dominic solanke
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Un giovane attaccante inglese potrebbe rappresentare l’ennesimo rimpianto delle giovanili del Chelsea: Dominic Solanke spera di trovare la sua strada al Liverpool

Un predestinato in maglia blu, nonostante non abbia giocato più di una partita con la maglia del Chelsea. Eppure Dominic Solanke rappresenta una dei migliori prospetti prodotti dalla scuola dei Blues di Londra, mai sfruttato a dovere. Troppi rivali nel suo ruolo, poca fiducia dall’ultimo allenatore che ha trovato a Stamford Bridge, quell’Antonio Conte che l’ha lasciato andare senza troppi rimpianti. Eppure i premi – individuali e di squadra – con le varie rappresentative giovanili dell’Inghilterra rendono ancor più strano questo dato. A 18 anni, Solanke era emigrato per un anno in Olanda, trovando sette reti in 25 presenze al suo primo anno da professionista al Vitesse. Ciò nonostante, l’attaccante è stato lasciato andare al Liverpool, dove sperano di aver azzeccato the steal of the summer per il futuro. Del resto, un vero centravanti mancava a Klopp, che ha arrangiato Roberto Firmino nel ruolo da 9 e ha potuto contare poche volte su un Daniel Sturridge a pieno regime. Finora ha giocato solo una gara da titolare in stagione (84′ giocati in Premier), ma c’è tempo per emergere in una stagione come quella inglese, dove il calendario è fitto e il Liverpool si ritroverà impegnato anche in Champions League.

ANAGRAFICA

Nome e Cognome: Dominic Ayodele Solanke-Mitchell

Data di nascita14 settembre 1997

Club: Liverpool

NazionalitàInglese

RUOLO E CARATTERISTICHE TECNICHE

Ruolo naturaleAttaccante

Ruolo potenzialePunta centrale, seconda punta

Piede: Destro

Punti di forza: Un discreto bagaglio tecnico, la capacità di abbinare la posizione del centravanti a una mobilità maggiore rispetto ai soliti parametri inglesi. Nella mente dei britannici, l’attaccante ideale del Regno Unito è stato Alan Shearer, ma di centravanti come quelli oggi ne nascono pochi e l’esempio di Harry Kane sta di fatto evolvendo il ruolo anche in Inghilterra. Solanke è la prosecuzione di quest’evoluzione, visto che si parla di un profilo capace di abbinare tecnica e difesa della palla, conduzione della sfera in campo aperto e giocate spalle alla porta, statura e agilità. A questa ci va aggiunta una determinazione e una dedizione fuori dal comune, che porta Dominic Solanke a esser anche un elemento capace di sacrificarsi anche in fase difensiva.

Punti deboli: L’impressione è che fatichi parecchio quando lo si allontana dall’area. Nella sua nuova avventura a Liverpool, durante l’estate Klopp l’ha provato anche da esterno, con risultati piuttosto scarni: il fatto di essere ancora un filo grezzo dal punto di vista fisico non l’aiuta quando aumenta lo spazio tra il suo piede destro e la porta. Potrà certamente crescere, ma va messo anche nelle migliori condizioni di esprimersi, perché sembra in difficoltà quando non è nel suo habitat naturale dal punto di vista tattico.

POTENZIALE

Campionato ideale: Dominic Solanke è cresciuto bene e naturalmente nel suo habitat, quello del calcio inglese. Tuttavia, sarebbe curioso osservarlo anche in altre leghe. La speranza è che possa affermarsi in Inghilterra, ma un passaggio intermedio – magari all’estero – potrebbe di fatto far esplodere il suo potenziale. Nell’attesa di una consacrazione in Premier League, un passaggio in Serie A potrebbe insegnargli qualcosa sul piano della tattica (ha già giocato un anno in prestito al Vitesse, in Eredivisie). Guardate la crescita di attaccanti come Álvaro Morata o Dries Mertens: sono macro-esempi, ma fanno capire come un giocatore possa esser plasmato da mani sapienti.

Chi ci ricorda: La capacità di trovare lo spazio giusto dentro l’area e al suo limite, il buon tiro dai 20-25 metri e l’istinto naturale per il gol – una sorta di magnetismo per ora efficace – mi hanno fatto ricordare il primo Nicolas Anelka, quello esplosivo che stregò il Real Madrid. Può sembrare un paragone non proprio felice (vista la successiva carriera del francese), ma Anelka all’età di vent’anni impressionava per la capacità tecnica e per la facilità con la quale si esprimeva in maniera così brillante pur essendo così giovane. Dominic Solanke ricorda quel tipo di giocatore, naturale nel suo abito e capace di stupirti quando messo nelle condizioni di poterlo fare.

Dove può arrivare: L’Inghilterra vive un momento florido lì davanti. Nonostante il recente addio di Wayne Rooney alla nazionale, i Tre Leoni possono contare su un Harry Kane in forma strabiliante con il Tottenham, la stessa squadra che regala altri giocatori-chiave a Southgate. Tuttavia, dietro Kane non sembrano esserci ancora mostri sacri: Sturridge è stato condizionato dagli infortuni, Vardy non si è ripetuto ai livelli dell’anno del titolo con il Leicester e Welbeck si è fermato. Rashford è destinato a diventare un grande, ma è un giocatore diverso anche tatticamente: insomma, Dominic Solanke – insieme a Tammy Abraham dello Swansea City, ma di proprietà del Chelsea – potrebbe rappresentare il prossimo traguardo per la nazionale inglese.

SEGNI PARTICOLARI

Always a Blue, forever a Blue: potremmo sintetizzare così l’infanzia calcistica di Dominic Solanke. Nato a Basingstoke (Sud Inghilterra) e cresciuto nelle giovanili del Chelsea dal 2004 al 2015, di fatto il giovane calciatore è maturato arrivando quando José Mourinho si affacciò per la prima volta a Stamford Bridge e lasciando il settore giovanile quando lo Special One aveva quasi concluso la sua seconda avventura alla guida del Chelsea. Lo stesso Mourinho ha speso parole importanti su Solanke: «Se non diventasse un nazionale inglese entro qualche anno, la colpa sarebbe mia. Sarà un giocatore del Chelsea, lo diventerà, così come sarà quasi sicuramente un giocatore dell’Inghilterra nel prossimo futuro». Se l’Inghilterra ha potuto festeggiare l’ennesimo alloro giovanile in questo florido 2017, lo deve anche a Dominic Solanke e alle sue quattro marcature nell’ultimo Mondiale U-20, disputato a maggio in Corea del Sud, di cui è stato il miglior giocatore. L’Inghilterra ha vinto in finale con il Venezuela, ma è stato l’allora centravanti del Chelsea a portarla fisicamente fino alla fine, specie con la doppietta in semifinale, fondamentali per superare i pari-età dell’Italia. Nonostante queste prestazioni, il Chelsea – tramite Antonio Conte – ha deciso di lasciarlo andare a costo zero, trovando una nuova casa nel Liverpool: che il club londinese si penta di questa mossa tra qualche anno?