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Elezioni FIGC, il ministro Abodi sull’ineleggibilità di Malagò e sul futuro del calcio italiano. Cosa ha detto!
Elezioni FIGC, il ministro Abodi ha parlato così dell’ineleggibilità di Malagò e del futuro del calcio italiano. Le sue parole
Il cammino verso le elezioni della FIGC continua a tenere banco, in un clima di grande attesa per le decisioni che definiranno a breve i nuovi vertici del calcio italiano. Tra i nodi nevralgici dell’attuale dibattito istituzionale c’è la posizione di Giovanni Malagò, potenziale candidato alla presidenza federale, la cui corsa potrebbe essere clamorosamente ostacolata dalle stringenti regole amministrative legate al “pantouflage”.
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Il nodo pantouflage e la necessità di autoriforma
A margine dell’evento Junior Enterprise Italy May Meeting, svoltosi presso il Centro Congressi Auditorium Aurelia, il ministro per lo Sport e per i Giovani, Andrea Abodi, è intervenuto direttamente sulla presunta ineleggibilità di Malagò. La questione tecnica ruota attorno al rispetto del cosiddetto “cooling off period“ o “pantouflage”, una precisa norma che regola e talvolta congela i passaggi tra incarichi istituzionali. In merito a questa delicata dinamica, il ministro ha voluto chiarire la propria visione: «È un tema al quale do l’importanza che si deve dare all’aspetto formale. Io continuo ad essere interessato al fatto che si creino le condizioni affinché questo mondo si autoriformi e io cercherò di dare i miei contributi».
Le elezioni del 22 giugno e il rispetto dei ruoli
L’attenzione di tutto il movimento sportivo è inevitabilmente proiettata verso le imminenti consultazioni elettorali per la presidenza della Federazione, un passaggio politico considerato cruciale per l’agognato rinnovamento del sistema. Abodi ha ribadito la totale centralità del voto democratico, sottolineando l’importanza delle dinamiche assembleari: «Tutto ciò che ruota intorno a questi fattori, che vanno tenuti in conto e che porteranno all’elezione del 22 giugno, sono importanti e saranno l’espressione della volontà assembleare». Il rappresentante del Governo ha poi assicurato piena collaborazione istituzionale futura, specificando: «Io rispetterò il presidente, ma rispetterò soprattutto la sua azione e quella del consiglio federale».
Il vertice governativo: giovani talenti e salvaguardia dei tornei
Andando oltre la mera tornata elettorale, il ministero dello Sport sta lavorando alacremente per riformare strutturalmente l’intero calcio professionistico. A testimonianza di questo impegno, Abodi ha annunciato importanti novità derivanti dai recenti incontri di vertice, svelando un imminente piano d’azione congiunto: «L’altro giorno ho avuto incontri con il commissario Micallef, insieme con il vicepresidente Fitto e il ministro Foti. Abbiamo affrontato tutte le questioni che riguardano il calcio professionistico. Prepareremo un documento comune perché voglio dar seguito alle questioni che riguardano la valorizzazione dei giovani talenti dei vivai e la salvaguardia dei campionati. Spero produca effetti che mi auguro si possano vedere in un tempo ragionevolmente breve».