Esclusiva – Juve Stabia, Davì: “Vi racconto le mie due stagioni a Castellammare. E su Zamparini…”

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Reduce da una stagione in cui non ha trovato tanto spazio, Guido Davì, centrocampista classe ’90 della Juve Stabia, racconta, in esclusiva per CalcioNews24, la sua seconda stagione in maglia gialloblù. “L’anno scorso, in Prima Divisione, è andata bene – esordisce Guido ho giocato con più continuità e ho disputato più di venti partite e con la Coppa Italia sono arrivato a quota trenta. Infine abbiamo vinto Campionato e Coppa, quindi bene. Quest’anno, in Serie Bwinspiegaho avuto meno spazio. Mister Braglia ha voluto puntare su giocatori con più esperienza. Poi ho avuto vari problemi fisici che non mi hanno permesso di dare il meglio di me”. E proprio in merito al tecnico grossetano:E’ un grande allenatore che sa quello che deve fare, sa come motivare ogni singolo giocatore. Inoltre, sa come posizionare la squadra in campo. Non a caso grazie a lui, la Juve Stabia ha vinto un campionato di Prima Divsione, una Coppa Italia e ha anche disputato un grandissimo campionato in Serie Bwin. I momenti più belli? Sono tre in ordine: il primo è la vittoria della Coppa Italia, il secondo, il più bello, è della finale play-off a Roma vinta contro l’Atletico Roma e infine l’esordio in Serie B contro l’Empoli”. Campionato al di sopra delle aspettative, quello delle vespe, anche grazie al tifo stabiese:Abbiamo una tifoseria straordinaria ,calorosa che sa trasmetterti grandissimo entusiasmo e che ogni partita, sia in casa che in trasferta riesce a starti vicino ed ha trasmetterti grandi emozioni”. E sul futuro spiega: “Adesso non lo so, sono tornato da poco dalle vacanze e vedremo, ma spero di continuare la mia avventura con la maglia delle vespe”. Al di la del rapporto tra compagni di squadra, Davì aveva stretto anche diverse amicizie al di fuori del campo:Colombi con cui dividevo anche la casa. Mbakogu, con il quale gioco ormai da quattro anni e che ormai diventato come un fratello per me. Infine Seculin, Cerreti, Cascella. Tutto sommato, un pò con tutti perchè eravamo un gruppo davvero unito”. Il giovane centrocampista, nato a Palermo, commenta infine i due ambienti con cui è stato a contatto: “E’ un ambiente davvero caloroso, mi sono trovato molto bene in questi due anni sia con la società che con la gente di Castellamare”. E sulla piazza rosanero:Su quello siculo ci sarebbe da fare un discorso molto lungo avendoci giocato ben sette anni. Con il Palermo ho vinto uno scudetto Primavera nel 2008/09, e l’anno successivo sono stato aggregato alla prima squadra prendendo parte ad un ritiro in Austria. Di sicuro non mi dispiacerebbe, un giorno, tornare a vestire la maglia della mia città”. E su Zamparini: “Di sicuro il Palermo deve tantissimo a lui, è un grande presidente. Credo però che bisognerebbe puntare di più sui giovani palermitani cosa che sopratutto negli ultimi anni è quasi sparita“.