Esclusiva, Matteo Perri (Passione Maglie): “Juventus senza stelle, Inter in rosso. Vi racconto le maglie della prossima stagione…”

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L’estate, si sa, è un momento piuttosto movimentato per il mercato pallonaro. Sono molti i giocatori a cambiare casacca durante questo periodo ed in effetti, proprio la casacca è uno dei massimi motivi d’interesse per un tifoso. In molti si chiederanno come sarà la maglia della propria squadra in vista della stagione successiva o quali sono le motivazioni che spingono una società o uno sponsor ad operare una scelta piuttosto che un’altra relativamente al kit di gioco.

Per parlare proprio di questo argomento, che è poi una delle massime curiosità del mondo del calcio, la redazione di CalcioNews24 ha deciso di contattare, in esclusiva, Matteo Perri, fondatore del sito passionemaglie.it. Vediamo cosa ci ha risposto.

Ciao Matteo. Il tuo sito, passionemaglie.it, è da qualche tempo meta di grandissimo interesse per appassionati e collezionisti del genere. Tra questi, immagino ci siano molti juventini, per cui partiamo dalla questione del momento: le tre stelle bianconere. Abbiamo visto che, sulla seconda maglia della Vecchia Signora, quest’anno si è optato per una scelta ‘alternativa’. Vuoi spiegarcela nei dettagli?

La società guidata da Agnelli, dopo la vittoria dello scudetto, ha sposato la linea dei 30 scudetti conquistati e delle relative tre stelle. Nike però aveva già prodotto un importante stock di maglie con due stelle sopra lo stemma, per cui si è optato per una soluzione che soddisfacesse società e sponsor tecnico.

Le maglie da gara non avranno alcuna stella, ma solo la dicitura “30 sul campo”. In vendita invece ci saranno le maglie con due stelle e chi vorrà potrà aggiungere in omaggio la terza, ricevendo anche la patch “30 sul campo” da applicare insieme allo scudetto tricolore.

Ma la domanda che molti si pongono è: esiste una regolamentazione federale che imponga alle squadre che scendono in campo nel nostro campionato di adottare un determinato numero di stelle sulla maglia? Ed in campo internazionale (la Juventus giocherà la Champions League) non era un tempo vietato adottare scritte ‘propagandistiche’? In sostanza, la società di Agnelli rischia di andare incontro a qualche problemino di troppo?

Nel regolamento delle divise da gioco redatto dalla Lega non si parla mai di stelle celebrative. La “regola” della stella ogni 10 scudetti è una convenzione ideata proprio dal club bianconero ai tempi di Umberto Agnelli.

Tutti i kit da gioco devono comunque essere approvati dalla Lega, la quale avrebbe potuto rifarsi al comma 2 dell’art. 1, dove si legge: “Tutto ciò che non è espressamente consentito dal presente Regolamento deve intendersi come espressamente vietato”.
     
Anche nel 1958 ci fu un comunicato della Figc in materia, come riporta Mario Pennacchia nel libro Il calcio in Italia: “Per la conquista di 10 campionati di Serie A viene istituito uno speciale distintivo costituito da una stella d’oro a cinque punte. È stato espresso al Consiglio Federale il parere che la Juventus, fregiatasi appunto di 10 scudetti, applichi sulle proprie maglie anche tale distintivo”.
     
In campo UEFA la Juventus non potrà giocare con la scritta “30 sul campo” se non autorizzata. Il Milan, ad esempio, non ha la dicitura “Il club più titolato al mondo” nelle partite di Champions League.

Hai qualche altra anticipazione per quanto riguarda i kit di Serie A della prossima stagione? Ho letto di un’Inter in rosso che potrebbe far storcere il naso a qualcuno…

Confermo che l’Inter avrà una maglia rossa con bordo delle maniche nerazzurro. Le voci parlano di una precisa scelta di Moratti sul colore che strizza un occhio alla Cina, paese con cui la società milanese sta stringendo importanti accordi di partnership. Come terza maglia manterrà la bianca utilizzata nella stagione da poco conclusa.

Per la Fiorentina ci sarà un gradito ritorno della storica divisa biancorossa con calzoncini neri come terzo kit. La Lazio invece avrà una scritta che scatenerà polemiche in quanto si identificherà come prima squadra della capitale, sfruttando la data di fondazione antecedente a quella dei rivali giallorossi.

Qualche tempo fa ricordo che l’a. d. del Milan Adriano Galliani aveva auspicato il ritorno della terza maglia del Milan al colore giallo (colore da sempre portafortuna secondo il dirigente rossonero, come non ricordare le sue cravatte alle partite della squadra…). Cosa puoi dirci in merito? Sarà accantonato il nero?

No, a leggere il catalogo adidas riservato ai rivenditori il Milan avrà ancora una terza maglia nera. A meno di cambi in corsa il giallo potrebbe tornare nel 2013-2014.

Capitolo sponsor e sponsor tecnici: molte squadre cambieranno. Quali? Indagando, la notizia che più ha ‘sconvolto’ i tifosi, è stata forse quella relativa alla scelta della Lazio di lasciare dopo anni di partnership Puma per affidarsi a Macron. Di chi è la responsabilità?

Il cambio della Lazio, passata da Puma a Macron, è da ricondursi alle scelte del presidente Lotito che probabilmente ha tirato troppo la corda con il marchio tedesco. Fallito il rinnovo ha deciso di legarsi a Macron, azienda in grande crescita che quest’anno ha rinnovato anche con il Napoli.

Queste le altre partnership in Serie A: Fiorentina-Joma, Genoa-Lotto, Palermo-Puma.

Facciamo un giro all’estero: tra ricchi sceicchi e squadre che cambiano enormi quantità di giocatori, nemmeno la maglia è più una certezza. Leggo di un Paris Saint Germain che abbandona la tradizionale banda rossa verticale e di squadre che addirittura cambiano colore e logo… Cosa ne pensi tu?

Il nuovo kit del PSG ha diviso gli appassionati. C’è chi parla di look innovativo e chi, come me, lamenta l’assenza del caratteristico palo centrale rosso. Quella non è la maglia tradizionale del Paris Saint-Germain e non sono d’accordo con questi cambi dettati anche dal marketing sfrenato.

Peggio ancora quanto successo a Cardiff, dove la nuova proprietà malese ha accantonato il blu della prima maglia in favore del rosso, un colore molto più apprezzato in Asia. Persino lo stemma è stato rivoluzionato, con il bluebird sovrastato dal drago gallese, non a caso un animale iconico anche nella cultura dell’estremo oriente. Non stiamo parlando di una squadra amatoriale, ma di un club ultracentenario: non ci sarà vittoria che potrà cancellare questa rottura con il passato.    

Sono favorevole ai nuovi investitori, ma le tradizioni non devono essere calpestate.

E tornando a parlare dell’argomento principe, le stelle, come valuti la scelta del Chelsea di cucirsene una sul petto per festeggiare la vittoria della Champions League? Si tratta soltanto di una decisione estemporanea o l’anno prossimo vedremo i Blues… ‘stellati’?

Al momento la stella compare solo nella maglia celebrativa della Champions League e non sappiamo se sarà utilizzata nel prossimo campionato. Le prime partite della nuova stagione sveleranno questo “mistero”.

Proprio parlando delle scelte estere, sappiamo che qualche tempo fa hai deciso di fare un sondaggio tra le tante grosse aziende del settore. Hai chiesto loro ciò che in realtà da tempo ci chiediamo anche noi appassionati: perchè in Italia comprare la maglia del proprio idolo costa così tanto e all’estero meno? Cosa ti hanno risposto i marchi in questione?

Dall’inchiesta sui prezzi delle maglie da calcio è emerso che solo in Inghilterra le maglie costano molto meno rispetto agli altri paesi europei. L’Italia è la più cara, ma la differenza con Germania, Francia e Spagna è minima, quasi ininfluente.

Il motivo è da ricercarsi nella cultura calcistica inglese e nella migliore gestione del merchandising, portato avanti in modo professionale anche dalle realtà più piccole. I tifosi acquistano ogni anno la nuova maglia, indipendentemente dai risultati della squadra, indossandola sempre per recarsi allo stadio. Sugli spalti inglesi è comune vedere migliaia di persone con i colori del club addosso.
     
Questo volume di vendite permette di coprire i costi dell’investimento anche con un margine di guadagno inferiore. Non dimentichiamo inoltre che la contraffazione è assente, per un inglese la cosiddetta maglia “da bancarella” non è quella della sua squadra.
     
In Italia è tutto diverso ed il prezzo non scende perchè ad acquistare le maglie originali sarebbero gli stessi che lo fanno tuttora. Chi preferisce le maglie false continuerà a comprarle anche se le originali costassero quanto in Inghilterra. Le aziende lo sanno e ovviamente si fanno i conti, dovendo coprire i costi di produzione e le cifre offerte ai club.

Ultima domanda in tema Europei: la maglia che più ha colpito i tifosi e quella che invece, detto in due parole semplici, ‘nun se po’ guardà’. Su quella dell’Italia tra l’altro non sono mancate delle polemiche…

Come sempre non c’è una maglia che mette d’accordo tutti, bene o male le critiche sono arrivate per ogni casacca. Io ho apprezzato molto le nuove divise Puma dell’Italia, in particolare la seconda che riprende un modello tradizionale della storia azzurra.    

Belle anche quelle di Polonia, Germania e Croazia. Rimandate invece la celeste della Spagna, quelle della Russia e la prima dell’Ucraina.

Bene Matteo, ti ringraziamo per la tua disponibilità nell’esaurire le nostre curiosità. Ovviamente a tutti i nostri lettori che abbiano trovato interessante questa intervista consigliamo di farsi un giro sul tuo sito, www.passionemaglie.it, per tenersi sempre aggiornati con le prossime novità in tema kit da gara.

Alla prossima e speriamo di risentirci presto!



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La seconda maglia della Juventus stagione 2012/2013 by Nike

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La discussa prima maglia del Paris Saint Germain stagione 2012/2013 by Nike