F. Cannavaro: “Ai Mondiali accanimento su di me e Lippi”

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Alla vigilia di un match delicato per la qualificazione agli Europei del 2012 della nuova Nazionale targata Prandelli impegnata domani sera in Slovenia, l’ex capitano e recordman di presenze in azzurro Fabio Cannavaro, in un’intervista a “La Repubblica”, torna su quanto avvenuto ai Mondiali sudafricani, pur non negando le proprie responsabilità : “In Sudafrica contro Lippi, così come contro di me, c’è stato accanimento. La critica era prevenuta, capitò pure a Maldini nel 2002. Qualcuno sembrava quasi più contento della nostra eliminazione che della vittoria del 2006. Sbagliammo tutti e mi auguro che chi ha vissuto quella batosta ne faccia tesoro. Un’ora prima capii come sarebbe andata con la Slovacchia. Vidi compagni con gli occhi bassi. Nacque tutto dall’insicurezza. Tra me e me dissi: mi sa che questa è la mia ultima partita in Nazionale”.
Nazionale e maglia azzurra che per Fabio Cannavaro sono una seconda pelle ancora oggi e lo saranno per sempre. “Se mi chiamsse la Figc? Presente. La mia prima squadra è la Nazionale. Fare pesare l’immagine dei nostri grandi, a livello internazionale, è fondamentale”. Cannavaro si è anche detto favorevole al codice etico introdotto da Prandelli (“Perfetto, mi dispiace per De Rossi e Balotelli”) e convinto che per rialzarsi occorre affidarsi ai giovani. In tutti i campi. “Ho trovato azzeccata l’espressione di Ligabue ad un concerto ‘siamo un paese vecchio e stanco’. A Sanremo Benigni ci ha ricordato la nostra storia. E mi trovo spesso in sintonia col presidente Napolitano. C’è un solo modo per rialzarsi: investire sui giovani, in tutti i campi”.

Fonte: repubblica.it