Fiorentina, Rossi: “Col Milan voglio una squadra che lotta”

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C’e` grande entusiasmo a Firenze per la prima di Delio Rossi sulla panchina della Fiorentina. Un esordio certamente non semplice all’Artemio Franchi contro il Milan. Questa la premessa del neo allenatore dei viola in conferenza stampa sulle sue prime impressioni: “Emozionato o preoccupato? Sono emozionato, ma soprattutto curioso, perche` sono arrivato da poco… in questo momento sono in una situazione che devo fare presto e bene su due cose, anche Gesu` ci ha messo sette giorni per fare il mondo… ho bisogno della fotografia della partita per capire a che punto siamo, se a livello teorico, dalle mie sensazioni, so dove poter intervenire. Solo la partita mi dara` l’esatta dimensione della situazione. Fare la partita in casa al Franchi contro il Milan e` certamente emozionante. Prime impressioni? Conosco le caratteristiche dei giocatori, ma per dare un giudizio un giocatore lo devo allenare, per capire che soglia ha per il sacrificio, come si rapporta con i compagni e l’ambiente. I ragazzi si sono messi a disposizione anche se, con le nazionali, che e` motivo d’orgoglio per la societa`, per me, che sono nuovo, qualche problema me lo crea”.

Sulle convocazioni di Babacara, Camporese e Ljajic: “Loro li ho potuti vedere, gli altri non li ho visto. Su una cosa vorrei sgombrare il campo: io non sono in contrapposizione con nessuno, sono il nuovo allenatore. Se convoco uno, che non e` stato convocato dall’altro, non e` per dare un segnale. Significa che ho visto meglio questi rispetto ad altri, anche perche` io ho grandissimo rispetto nei confronti del mio precedente collega. Io non devo dimostrare niente, se posso faro` bene con la Fiorentina a prescindere dai convocati. Mi assumo le mie responsabilita`, non vedo perche` non lo dovrei fare ora, l’ho sempre fatto”.

Sulla situazione di Riccardo Montolivo: “Ho chiesto a tutti cosa volessero fare in futuro e tutti mi hanno dato la massima disponibilita`. Io valuto tutti ugualmente, a prescindere dal contratto, a meno che non mi dia un’indicazione la societa` che, se io la condivido, diventera` ufficiale. Io non guardo l’eta`, il colore della pelle o altro… io guardo i valori e basta. In questo momento vorrei che valutaste i giocatori non per quello che hanno fatto ma per quello che faranno. Col Milan voglio una squadra che lotta, altrimenti si parte gia` sconfitti. Non pretendo che Ljajic faccia scivolate e torni come un terzino, ma pretendo che dia il massimo per quelle che sono le sue caratteristiche. Non vorrei far venire fuori la lista dei buoni o dei cattivi: o siamo tutti bravi o siamo tutti coglioni, detta alla buona. Un giocatore, appena mette la maglia della Fiorentina e gioca per la Fiorentina va sostenuto, a fine partita possono arrivare le critiche. Saremo noi a dover trascinare la gente dalla nostra parte, in questo momento bisogna chiedere loro un bonus. Sono curioso di vedere come reagiranno i ragazzi dopo quello che ho detto e fatto in questi giorni”.

Sugli obiettivi alla guida della societa` viola: “Io faccio l’allenatore, alleno la squadra, lo dice la parola stessa. So dove arriveremo, non so in quanto tempo riusciro` a farlo. In questo momento devo valutare anche io per capire dove incidere. Per dare un’infarinatura ad una squadra ci vuole anche poco tempo, per arrivare da 0-60, ma da 60-100 ci vogliono anche degli anni”.

Sull’assenza di Stevan Jovetic e l’importanza del giocatore per la squadra: “Jovetic lo conosco dalla televisione. E` arrivato con questa condizione fisica. Per quello che ho visto in televisione mi sembra un giocatore importante. Io ho sempre detto: ‘meglio un ciuccio vivo che un dottore morto’… Purtroppo non posso valutarlo se non mi gioca. E` chiaro che devo trovare un modulo che valorizzi i migliori giocatori”.

Sulla sfida contro il Milan: “Contro il Milan ce la giocheremo, bisogna sempre giocarcela contro ogni avversario quando si va in campo. Fermo restando che sappiamo che sulla carta sono piu` forti di noi, a prescindere che il mio sia un prodotto finito”.

Sul modulo da adottare: “Una mezza idea la ho, ma non e` detto che non cambio idea quando avro` tutti a disposizione. Sicuramente non cambiero` domenica dopo domenica. Quattro difensori giocavano, tre centrocampisti c’erano, sposto solamente i movimenti dei tre davanti. A me poi non hanno mai chiesto con che modulo volevo giocare, a me venivano dati i giocatori e poi dicevano: ‘arrangiati'”.

Sulle condizioni di Juan Manuel Vargas, non convocato per il Milan: “Io Vargas lo conosco sempre tramite la televisione. Vargas non l’ho visto per niente questa settimana… nel momento stesso che lo alleno so cosa mi potra` dare Vargas quando rientra da una traversata transoceanica… In questo momento non lo conosco, e` anche una questione di rispetto verso gli altri. Se passa il concetto che chi non si allena, gioca, domani mi alleno da solo… Telefonate? Io un giocatore lo devo guardare in faccia, non gli chiedo mentre e` in Peru` per fare il terzino… e` un insulto anche alla mia intelligenza, anche se fosse un mio pensiero effettivo. Stamattina ci ho parlato ed il ragazzo mi ha dato grossa disponibilita`… mi accorgero` io poi se non e` cosi`, ma tutti sembrano voler dare il massimo e vogliono farsi il c*** per questa squadra. Altrimenti ci parlo io e gli dico: ‘giovane, tu mi hai detto queste cose, non ne venire a meno'”.

Sulla presunta ‘vita notturna’ fatta da alcuni calciatori: “Io non vado per il sentito dire, le cose le devo toccare con mano. Poi, queste cose vengono sempre fuori quando il giocatore sta facendo male, non quando sta facendo bene. Vanno dette anche quando i giocatori son in auge. Se si comporta male con me un giocatore, ne prendero` atto”.

Sull’importanza del settore giovanile: “Per me nel calcio moderno e` fondamentale il settore giovanile. Bisogna sviluppare questa parte nel mio credo, perche` un giorno non ci saranno piu` i Gilardino… devo magari avere gia` pronta in casa un’alternativa”.