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Genoa, Blazquez: «Cambieremo il modo di fare calcio. Lo stadio una priorità»

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Il dirigente di 777 Partners Blazquez ha parlato del lavoro che verrà fatto in casa Genoa

Andreas Blazquez, dirigente e partner di 777 Partners, in una intervista a La Gazzetta dello Sport ha illustrato i piani per il nuovo Genoa.

CAMBIARE IL CALCIO – «Non sarebbe certo questo il momento di dire che il club può puntare alla Champions. Dobbiamo aspettare, non saprei dire per quanti anni. Servirà tempo per sistemare, squadra, club, strutture. Cambierà totalmente il modo di fare calcio rispetto agli ultimi anni, anche se il club è in Serie A da molto tempo (15 anni, n.d.r.), dunque il lavoro fatto sinora va apprezzato, pur se basato su certe limitazioni di budget che noi vogliamo togliere, incrementando la capacità di investimento per poter arrivare ad obiettivi più ambiziosi. La squadra ha un costo del lavoro molto alto: serve aumentare i ricavi, diminuire costi, o fare tutte e due le cose. Noi siamo una holding, non un fondo. Per noi è importante investire in progetti che abbiano un obiettivo a lungo termine». 

STADIO – «Siamo consapevoli che lo stadio di Genova è diviso fra due squadre, ma troveremo la soluzione che vada bene anche alla Samp. Non vogliamo ridipingerlo, ma operare un cambiamento totale. Speriamo di cominciare al più presto. Vogliamo però rivitalizzare in questo modo anche il quartiere di Marassi. Si potrebbe coprire l’area sopra il Bisagno ancora scoperta, utilizzarla per concerti e altre forme di intrattenimento, ristoranti. Molte città d’Europa stanno facendo vivere le superfici sopra i loro fiumi. Per noi, è vero, lo stadio è una parte importante per rendere più forte il club. Ci sono i tempi da rispettare, certo, ma se domani il si daco Bucci mi chiamasse per comprarlo, noi siamo pronti. L’idea? Più hospitality, accessi più moderni, la possibilità di sfruttare l’impianto anche per eventi musicali, spazi comuni, la disponibilità ad organizzare pranzi, matrimoni, cene… Si potrebbero fare accordi con un promoter musicale per una serie di concerti. E poi vorremmo studiare pacchetti all-inclusive che valgano anche per il resto della città. Ho visitato il centro storico… Su questo lavoriamo con il sindaco. Marassi deve diventare un luogo capace di attrarre pubblico anche se uno non tifa Genoa». 

MIGLIORARE SQUADRA – «Faremo le mosse necessarie per renderla competitiva. Aiuteremo Shevchenko in questo senso. A livello dirigenziale, stiamo preparando una nuova struttura che si integrerà in quella attuale, sul modello di quelle inglesi. Lo vedrete nello spazio di due-tre settimane. Non siamo l’oligarca o il miliardario che mette un amico al suo fianco: 777 Partners è una struttura piccola. Se non ci fosse qui Zarbano (futuro Ceo, n.d.r.) per noi sarebbe molto difficile. Abbiamo veramente voglia di far bene al Genoa. Non è stato facile convincere Shevchenko, che aveva fatto così bene con l’Ucraina, ma lui si è molto integrato con la nostra visione di calcio». 

PREZIOSI – «Abbiamo un ottimo rapporto, ormai ci confrontiamo anche su cose personali. Ci può aiutare nei rapporti con la Lega Calcio in questo periodo di transizione, si è offerto di darci una mano e la sua esperienza può essere utilissima. Il Cda dovrà definire le decisioni strategiche annuali e pluriennali. Io lavorerò con il Ceo e con l’a.d. Arciniegas». 

SUPERLEGA – «A noi non interessa, anche se effettivamente il calcio sta cambiando. In Inghilterra ormai quasi l’ottanta per cento dei club di Premier hanno proprietà o investitori stranieri, e si è creata così una differenza enorme fra quel campionato e gli altri. Anche in Italia si assiste allo stesso fenomeno, e non escludo che in un domani ci possa essere la maggioranza delle squadre con investitori esteri».