Juve-Paulo Sousa: se Allegri lascia ecco il piano B

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Juve: il futuro è nelle mani di Allegri, che con o senza triplete potrebbe lasciare nel caso in cui non riuscisse a trovare gli stimoli per proseguire. Solo in quel caso, Agnelli si cautelerebbe con Paulo Sousa

Pensare al presente e guardare al futuro. Questa è sempre stata, nella gestione Agnelli, la linea guida della Juve, che ha fatto della programmazione e della lungimiranza un vero e proprio marchio di fabbrica. Soltanto una volta la macchina perfetta si è inceppata. Nell’estate del 2014 la società bianconera si è fatta beffare dalla gestione del caso Antonio Conte. Il tecnico, che già poche settimane prima della fine del campionato precedente aveva manifestato un certo malessere per il mercato, si dimise il primo giorno di ritiro. Una mossa che, ovviamente, spiazzò Marotta e Paratici, che in fretta e furia decisero di puntare (anche un po’ alla cieca) su Massimiliano Allegri. Scelta azzeccatissima, visto che l’ex allenatore del Milan si è subito imposto a Torino con grande personalità, diventando di giorno in giorno un simbolo dei grandi successi bianconeri. Ma ora Allegri riflette sul futuro, al di là di ogni discorso che riguarda un eventuale triplete. I tre anni di Juve sono stati molto logoranti, soprattutto dal punto di vista mentale e un allenatore, mai come in questo momento, ha la necessità di avere la voglia giusta per proseguire un progetto che dovrà avere la parola vittoria nel Dna.

L’ALLEGRI PENSIERO – Le parole di Allegri dopo la vittoria contro il Crotone non permettono alla Juve di dormire sonni tranquilli, anzi: «Marotta ha detto che dipende da me? Dipende da entrambi. Ancora non abbiamo parlato – ha spiegato il tecnico a fine gara – Ci siederemo e capiremo il da farsi. Io sono contento qui, ma la Juve è a un livello talmente alto che mantenerlo non è facile, bisogna confrontarsi e confrontare le nostre idee». Stessi concetti che espresse Conte nel 2014, ma con sfumature diverse. Perché stavolta la Juve farà di tutto per blindare Allegri, accontentandolo per ogni sua richiesta. E per un motivo semplicissimo: in Europa non ci sono allenatori liberi che potrebbero sostituirlo degnamente.

IL PIANO SOUSA – Anche se, un piano B, c’è e porta a Paulo Sousa, l’unico tecnico che nel valzer di panchine degli ultimi giorni non ha ancora trovato la giusta collocazione. Il nome già da tempo circola a Vinovo, anche perché il portoghese aveva già vissuto la città da giocatore, instaurando un rapporto speciale con la famiglia Agnelli. Il Borussia Dortmund, che mesi fa aveva fatto irruzione a Firenze per affidargli la squadra, sembra orientato a proseguire con Tuchel e l’altra opzione Spalletti, la più calda fra gennaio e febbraio, è ormai destinato all’Inter. La Juve, insieme al Real Madrid, chiuderà la stagione quando già tante realtà hanno trovato l’allenatore per la prossima stagione e per questo si ritroverebbe obbligata a trattenere a tutti i costi Allegri. Che però, se non dovesse più trovare gli stimoli giusti, potrebbe anche decidere di lasciare (ipotesi remota, ma da prendere in considerazione). Ed ecco che Sousa, profilo giovane e ambizioso che conosce molto bene il calcio italiano ed europeo, tornerebbe ad essere il primo nome sul taccuino di Marotta. La rivoluzione della Juve in salsa portoghese può prendere corpo, ma tutti dipende solo ed esclusivamente da Max.