Juventus, Conte: «Potrei dare insegnamenti a tanti più bravi di me»

© foto www.imagephotoagency.it

Il tecnico della Juventus elogia i suoi ragazzi e la prestazione della squadra

La Juventus ha battuto il Napoli per 3-0, una vittoria netta che lancia i bianconeri all’inseguimento della Roma e potrebbe, potenzialmente, ridimensionare un attimo le cose in casa degli azzurri.

A fine partita, Antonio Conte, allenatore della Juventus, è intervenuto in conferenza stampa, dove ha elogiato quanto fatto sin qui dalla sua formazione: «Stiamo parlando comunque di una squadra che, a parte la gara di oggi e la prestazione di oggi, su undici partite ha vinto nove gare, pareggiata una e persa una a Firenze. Non mettiamo il dito nella piaga. La Juventus su dodici partite ne ha vinte 10, pareggiata una e persa una. Penso che stiamo facendo qualcosa di straordinario. Solamente la marcia incredibile della Roma ha permesso a loro di stare avanti a noi nel nostro cammino e buttato un po’ di fumo. Ribadisco, mi ricordo benissimo l’anno scorso, di questi tempi, quando arrivava qualche vittoria risicata: si diceva che alla Juventus di Conte mancava l’intensità mostrata nel primo anno. Le stesse cose che sento quest’anno. La Juventus comunque è sempre lì, per il terzo anno consecutivo, grazie a questi ragazzi straordinari. Quest’anno è più difficile vincere, lo insegna la storia del campionato. Quest’anno ci sono antagoniste forti, come il Napoli e la Roma. Dovremo essere ancora più bravi per fare qualcosa di straordinariamente bello».

PARTITA STUDIATA – «La partita è stata preparata nei minimi dettagli, sotto tutti i punti di vista. Come dico sempre: l’allenatore può preparare la partita, ma poi sono i giocatori a scendere in campo e fare quello che l’allenatore chiede ed ha pensato. La squadra ha grandissima qualità ed organizzazione. Quando arrivano le vittorie, non si può prescindere né da una né dall’altra componente. Non si vince senza campioni e non si vince senza organizzazione. È bello vedere quando i calciatori interpretano al cento per cento lo spartito che viene preparato in settimana; da venerdì notte ho preso le decisioni finali in merito alla squadra da schierare contro il Napoli».

JUVE AL 100% – «Noi dobbiamo dare sempre il 100%, non possiamo dare niente di meno, non è nel nostro DNA e se lo facciamo, finiamo per fare danni. Abbiamo dovuto lavorare per trovare la forma migliore di tutti gli elementi, non è stato così all’inizio della stagione. Oggi credo che Reina sia stato il migliore in campo, vuol dire che la Juventus ha fatto una grande partita, preparata nei minimi dettagli e con grandi interpreti in campo. I ragazzi per me sono una certezza, non possono essere una sorpresa al terzo anno. Questi ragazzi mi hanno reso un allenatore vincente, sono ragazzi straordinari e per me rappresentano delle certezze. Io so che: se noi ci siamo, possiamo fare, oggi c’eravamo ed abbiamo fatto».

CONTE VINCENTE – «Io, tra giocatore ed allenatore, penso di essere ad una ventina di titoli. Non penso di essere l’ultimo arrivato, anzi, penso di poter dare insegnamenti a tanti altri, che pensano di essere più bravi. Però, nonostante qualche vittoria, ho anche perso tanto: penso alle tre finali di Champions, quella in UEFA o quella in Coppa Italia. Penso che le sconfitte mi abbiano dato più delle vittorie e mi abbiano dato quella cattiveria, proprio dovuta alla sconfitta, perché io voglio vincere e non accetto di perdere. Faccio sempre di tutto per vincere. Negli ultimi cinque anni ho vinto quattro campionati: due di Serie B, due scudetti e poi due Supercoppe».

DIFFICOLTÀ CON LE PICCOLE – «Col Chievo abbiamo avuto più difficoltà che col Napoli, erano più chiusi dietro, ma abbiamo comunque vinto. Oggi abbiamo giocato a viso aperto contro una squadra di livello, quindi è stato più semplice che contro il Chievo, ma sono sempre tre punti. Se oggi vinciamo col Napoli, ma poi non vinciamo a Livorno, anche se arrivano tre punti tirati dai capelli, sentiamo nuovamente le critiche sul fatto che siamo diversi da quelli dell’anno scorso. Ogni tanto, anche da parte vostra, bisognerebbe stare più tranquilli, anche perché io sono super-critico e attento ad ogni aspetto che accade. Un po’ di generosità in più, nei confronti dei ragazzi, non nei miei confronti, ci starebbe».

FUORIGIOCO LLORENTE – «Potevamo fare gol già dopo trenta secondi, ad un minuto preciso potevamo stare già 2-0, si poteva fare il terzo gol. C’erano dei centimetri di fuorigioco, se siete tutti stati bravi a veder quel fuorigioco, sarò io il primo a mandare una lettera affinché vi possano mettere ad arbitrare il Grande Slam».

dal nostro inviato, Andrea Bonino.