Juventus, Di Livio: “Sembra la nostra Juve, Pepe…”

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Anche Angelo Di Livio, ex calciatore di Juventus e Fiorentina, rivede nei bianconeri di Conte analogie importanti con quella squadra allenata da Lippi a partire dalla stagione 94/95. Ai microfoni di Sky Sport, ‘Soldatino’ ha rilasciato le seguenti dichiarazioni riportate dall’edizione online di ‘Tuttosport’: “Sì, lo ammetto: mi ricorda la mia Juve, questa squadra di Conte. Ho visto motivazioni diverse, è il merito di Antonio Conte: su questo particolare ha lavorato, la Juve aveva perso la fame, la cattiveria. E’ l’arma che serviva alla Juventus, questa. Gli abbracci alla fine del match col Milan erano giusti: doveva ringraziare i suoi giocatori per una prestazione eccezionale e di grande sacrificio. Pepe il nuovo Soldatino? Io ti devo dire che mi rivedo molto in lui: sa giocare in difesa e attacco, sta sempre nel posto giusto. Con una diagonale impressionante ha rubato il tempo e la palla a Ibrahimovic: a me fa piacere il paragone, non so se a lui fa piacere. L’umiltà  era la mia dote migliore. La Juve ha una panchina lunghissima, vero: ma Antonio Conte ora vede dei giocatori sopra agli altri, ma è anche un modo di invogliare gli altri a progredire. La verità  è che quest’anno appena uno cala, Conte può scegliere un titolare all’altezza anche in tribuna. Gli esterni come Elia ed Estigabirria serviranno molto: a Catania Elia è stato un po’ timido, ma al debutto è anche naturale. I giovani stranieri hanno bisogno di tempo per crescere. Credo che Conte faccia bene a tenere basso l’entusiasmo intorno alla squadra: negli anni della grande Juve di Lippi si metteva da parte il grande successo in un momento. La Juve ora dovrà  mostrare la cattiveria vista col Milan contro Chievo e gare del genere. Il difetto? I primi tempi sotto ritmo contro Siena e Catania non mi sono piaciuto, quando Pepe e Krasic hanno cominciato ad accelerare abbiamo visto un’altra squadra. Guardate quante azioni create in quelle gare nel secondo tempo. Col Milan, in un certo senso, mettersi in moto dal primo minuto è più facile per questo dico che la prova del fuoco arriva adesso”.