La Lazio è costata quanto Higuain alla Juventus, ora vale più del triplo

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Juventus-Lazio, sfida di cifre di calciomercato: l’intera rosa biancoceleste è costata circa 98 milioni di euro, più o meno quanto Higuain ai bianconeri. Eppure ad oggi il valore dei giocatori è esploso

Da giocatore era bravino, non bravissimo. Da direttore sportivo è però tutta un’altra cosa. Igli Tare è uno dei migliori direttori sportivi d’Europa, un mago delle plus-valenze. Ogni suo acquisto, in casa Lazio, viene legittimamente accolto ogni volta con diffidenza, salvo poi rivelarsi quasi sempre una scelta più che azzeccata. È successo con Keita Baldé, pagato 400mila euro e rivenduto in estate al Monaco a 30 milioni, succederà prevedibilmente con altri giocatori, come Sergej Milinkovic-Savic, arrivato per quattro spicci e già valutato tantissimo (leggi anche: Juventus: Milinkovic-Savic interessa, ma costa un botto). Dietro Juventus-Lazio di sabato c’è anche questo. La Lazio di oggi, già vincitrice della Supercoppa Italiana (battendo proprio i bianconeri) e quasi al top nella classifica di Serie A è costata così poco da non crederci.

La sfida con la Juve, in questo senso, mette a nudo cifre che, soltanto sulla carta, non dovrebbero lasciare scampo. Il calcio per fortuna però è un’altra cosa in campo. La Lazio di oggi, nel suo complesso, è costata circa 98 milioni di euro. Tradotto in altri termini, come sottolinea stamane La Repubblica, l’intera rosa biancoceleste è costata quanto il solo Gonzalo Higuain alla Juventus. La differenza, però, sta nella valutazione che, negli ultimi anni, i giocatori laziali hanno assunto: attualmente la rosa biancoceleste vale già 368 milioni di euro, ovvero più del triplo, quasi il quadruplo, rispetto a quanto era inizialmente costata. Il segreto è lo scouting self-made: Tare gira il mondo, non si affida a nessuna rete di osservatori, ma a piattaforme specifiche da cui attinge dati ed informazioni. In più parla sei lingue e questo lo agevola molto nei contatti all’estero: del resto, nel 2008, quando Tare aveva appena smesso di giocare a 35 anni, Claudio Lotito gli affidò le redini del mercato proprio per questa ragione. C’aveva visto giusto.