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Karembeu sul caso Maignan: «Lui è stato professionale, ma dove sono FIFA e UEFA?»

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Christian Carembeu ha parlato di quanto accaduto a Mike Maignan con gli insulti razzisti all’Allianz Stadium. Le sue parole

Christian Karembeu, ex giocatore di Serie A, Premier League e Ligue 1 e non solo,  ha commentato quanto accaduto al connazionale Mike Maignan all’ALlianz STadium. Le sue parole in un’intervista a La Stampa.

MAIGNAN – «Professionale, ha usato parole forti e pensate come ha insegnato il Black lives Matter».

FIFA E UEFA – «Giusto. Fanno campagne sul rispetto, ma dove sta? Fifa, Uefa, il sindacato Fifpro mettono a punto dei protocolli, qui però serve la repressione, il pugno duro. Il razzismo va aggredito come è stato fatto con l’hooliganismo. L’Inghilterra era felice di non giocare le Coppe negli Ottanta? No. Ha dovuto risolvere il problema? Sì. Va cercato l’aiuto dei governi».

INTERROMPERE PARTITE – «Anche, ma non basta. Se poi si rigioca, si multa e stop. Mi spiace, bisogna squalificare».

STADI VUOTI – «Squalificare le persone, le squadre, togliere punti, tanti. Non devono essere misure in atto per sempre, però servono a bloccare un comportamento. In contemporanea si educano le nuove generazioni».

SOLUZIONE – «Raccontando il passato coloniale che quasi tutti gli Stati in Europa hanno e che è ancora un tabù, invece è un pezzo della storia. I club dovrebbero lavorare con le scuole, la conoscenza è libertà. Maignan si chiede come è possibile subire così nel XXI secolo. Per andare avanti va capito come siamo arrivati qui, le ragioni dei viaggi migratori».

MANCINI – «È stato bravissimo, applausi. A lui e a tutta la banda Samp, poi ho gioito ai gol di Chiesa jr, l’ho visto in fasce quando giocavo con il suo papà a cui sono affezionato. Il calcio crea legami profondi tra persone diversissime. È un esempio e un bersaglio: va protetto».