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La storia di Costinha all’Atalanta: oggetto misterioso o vittima della società?

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Compie 48 anni l’ex centrocampista dell’Atalanta Costinha: uno degli oggetti misteriosi nerazzurri più conosciuti

Cosa s’intende per oggetto misterioso? Nel calcio è quel giocatore comprato che passa più tempo fuori dai riflettori che addirittura in panchina. L’Atalanta nella sua storia ne ha avuti tanti, ma il “simbolo” di questa etichetta porta il nome di Francisco José Rodrigues Da Costa, meglio noto come Costinha (che oggi compie 48 anni).

Il portoghese protagonista della Champions League del Porto conquistata con Mourinho approdò a Bergamo nell’estate del 2007: voluto esplicitamente da Gigi Delneri. Addirittura per venire all’Atalanta si era ridotto l’ingaggio, portando co sé esperienza e tanta voglia di fare la differenza. Per lui solo 54 minuti contro il Parma alla prima giornata e niente di più, nonostante il ragazzo fosse rimasto in rosa addirittura fino al 2010.

La domanda sorge spontanea: perché il centrocampista non giocò più? La risposta si trova in un’intervista rilasciata al Corriere di Bergamo, dove imputa la sua esclusione ad una vera e propria pressione da parte del duo Giacobazzi Osti (non tanto a cuore alla piazza per alcune decisioni): «Mi sono dimezzato lo stipendio per giocare nell’Atalanta. Giacobazzi, non volveva ingaggiarmi perché costavo troppo, ma la scelta era del presidente che prese in mano la situazione e mi fece firmare. L’orribile malore però ha cambiato le carte in tavola.  La dirigenza mi avrebbe permesso di giocare solo se avessi abbassato ulteriormente l’ingaggio. Non ho voluto e ho sofferto le conseguenze. La tifoseria dell’Atalanta è stata sempre emozionante, ma persone come Giacobazzi e Osti non vorrei mai più incontrarle nella mia vita».

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