Lukic modello assaltatore, la prima intuizione felice di Giampaolo

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© foto www.imagephotoagency.it

Tra le positive novità recenti in casa Torino c’è la nuova posizione in trequarti di Lukic, un’intuizione di Giampaolo che sembra promettere bene dopo un anno di cattivi pensieri

Un anno sulla graticola: è il duro mestiere di allenatore per Marco Giampaolo, nell’autunno 2019 messo alla porta dal Milan e nell’autunno 2020 costretto a sgomitare per mantenere salda la guida del Torino. Nell’ennesimo avvio di stagione piuttosto avaro di soddisfazioni, ci sono però spiragli di luce: alla versione travolgente di Belotti, ecco ora unirsi l’interessante crescita di Sasa Lukic nella nuova posizione.

Già, perché in questi quattro anni in granata, mai il centrocampista serbo aveva realmente lasciato tracce tangibili o consegnato indizi reali sul suo talento. Schierato da regista o da mezzala nelle varie gestioni Mihajlovic, Mazzarri e Longo, il ventiquattrenne ex Partizan Belgrado non era mai riuscito a conquistare un posto di primo piano nelle gerarchie tecniche.

Bocciato e ceduto Berenguer all’Athletic Bilbao, bocciato l’impalpabile Verdi nei vari spezzoni e in attesa di vedere all’opera il bosniaco Gojak, ecco l’intuizione decisamente interessante di Giampaolo che ha scelto Lukic per interpretare il ruolo di trequartista. Non una mezzapunta tecnica da rifinitura, quanto piuttosto un incursore di corsa e fisico capace di aggredire gli spazi, ma altrettanto abile nel dialogare con le punte, lo straripante Belotti in primis.

Un esperimento che ha funzionato molto bene contro il Sassuolo e che potrebbe rappresentare un’ancora di salvataggio per il tecnico di Bellinzona, un piccolo spiraglio di luce nel buio di questo problematico inizio di stagione in casa Torino. I granata sono ora attesi dalla sfida di Coppa Italia contro il Lecce, per confermare i passi in avanti intravisti nel match di venerdì sera e soprattutto per rinsaldare la panchina di Marco Giampaolo sulla cui testa aleggiano gli spettri di possibili sostituti, Roberto Donadoni in primis.