Marcello Castellini: «Serie A? In Italia c’è tanto folklore» – ESCLUSIVA

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Marcello Castellini
© foto www.imagephotoagency.it

L’ex difensore Marcello Castellini è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per fare il punto sulla Serie A

Marcello Castellini è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Calcionews24.com per fare il punto sull’emergenza Coronavirus e il futuro della Serie A. Ecco le dichiarazioni dell’ex difensore di Bologna, Parma e Sampdoria.

Come stai e come trascorri questo periodo?

«Un po’ come tutti, con le restrizioni del caso. Esco una volta a settimana per fare la spesa, poi ho tre cagnolini per cui faccio le uscite con loro. Come tutti sto in casa, pulisco e guardo la televisione, sono anche da solo, non ho compagnia se non dei cani».

Ripresa Serie A, è stato un po’ smontato il protocollo negli ultimi giorni. Come finirà?

«Le cose che sono state prospettate, in questi ultimi giorni qualche retromarcia che ha lasciato un po’ perplessi, non so cosa sia successo in particolare per avere questa titubanze. Sicuramente è venuto fuori qualche ragionamento e che ha portato ad avere dei pensieri un po’ diversi rispetto a quello che si stava delineando. Secondo me tutto ripartirà, e questa cosa che è successo ha cambiato e cambierà qualcosa nell’immediato futuro, nel modo di gestire e interagire. Chiaro che ci saranno dei momento di cambiamento, saremo chiamati ad avere atteggiamenti diversi, non di contatto. Non soltanto nel campo, ma anche nella vita normale. Poi c’è tanto folklore, in Italia siamo tutti allenatori, mentre ora tutti virologi. È un modus operandi chiaro a noi italiani».

Come spieghi la stagione della Sampdoria?

«È stata un’annata difficile e complicata, con alcuni cambiamenti e avvicendamenti. Non è una stagione semplice e alcuni giocatori non hanno risposto come nelle stagioni precedenti, per cui facendo la somma di diverse cose si è delineata una situazione in cui la Sampdoria ha sofferto in alcuni frangenti. Strada facendo ci sono state delle difficoltà, speriamo che adesso con questo stacco si rientri nella normalità e la Sampdoria possa riprendere il suo cammino».

Cosa pensi della lotta Scudetto che stiamo vivendo?

«Che la Lazio fosse già lì e con questa costanza non me l’aspettavo, nonostante conoscessimo le qualità della squadra e dell’allenatore. Questa costanza che stanno avendo nel rendimento non è semplice, e questo ha un po’ sorpreso. Ci sono squadre più attrezzate che spendono tantissimi soldi. Oggi la Lazio non è più una sorpresa, gioca bene ed è lì. Se l’è giocata, peccato per lo stop perché ci saremmo sicuramente divertiti e avremmo avuto un finale di stagione molto bello e sorprendente da tanti punti di vista. Il campionato era entusiasmante, bello e ricco e che ci stava dedicando soddisfazioni. C’è dispiacere oltre al fatto del dispiacere per la nostra nazione, che passa un momento molto delicato».

Subito dietro Atalanta e Roma se le danno per un posto in Champions League…

«Tra loro ci sono un po’ di differenze. L’Atalanta negli ultimi anni si sta imponendo per quello che effettivamente è, una squadra che ha trovato la sua dimensione ed è entrata di diritto nei piani alti. Sta esprimendo un calcio interessante e quindi tanto di cappello, è una società che lavora molto sul settore giovanile ed è un fattore di tenere a mente, mi piacciono molto le società che lo fanno e hanno delle risorse interne importanti. Credo sia una cosa che faccia onore al calcio italiano e scopre dei talenti. La Roma è stata costruita bene, c’è stato il passaggio col direttore sportivo e ha lavorato bene fino a quando sono riusciti a tenere l’ambiente calmo, al di fuori delle polemiche che di solito contraddistinguono l’ambiente romano, sicuramente pesante da sopportare. Finché si è lavorato sottotraccia la Roma ha fatto bene, Fonseca è un ottimo allenatore. Dopo qualcosa si è sfilacciato e hanno perso qualcosa lungo il tragitto. Fonseca sa il fatto suo, ha fatto esprimere alla squadra un buon calcio. Sappiamo come sia difficile il campionato italiano, e l’impatto è stato veramente positivo».

Parma e Bologna, due delle tue squadre, sono pronte a fare un salto decisivo?

«Il Bologna ha avuto il grosso problema con Mihajlovic, poteva far pensare a un’annata difficile. La cosa non si è risolta ancora ma le circostanza sono diverse, la squadra, la società, l’ambiente, e Sinisa hanno risposto come meglio non si poteva chiedere. Per fare il salto di qualità manca ancora qualcosina, un po’ d’esperienza in determinati frangenti ma quella si fa sul campo. Sono due squadra che danno e daranno fastidio, ci saranno fino alla fine per approfittare di un qualcosa che possono andarsi a prendere anche meritatamente».

Intervista a cura di Simone Indovino.