La finale di Coppa Italia come quella di UCL

© foto www.imagephotoagency.it

Il Milan giocherà in casa, ci saranno anche dei media day dedicati

Una finale di Coppa Italia formato Champions League? Si può fare. Ne hanno parlato ieri i rappresentanti della Lega di Serie A, quelli di Juventus e Milan, le due squadre finaliste. L’idea è quella di mettere insieme una marcia di avvicinamento alla finale del 21 maggio prossimo (data che non piace al c. t. azzurro Antonio Conte) proprio come avviene comunemente oggi per la finale di Champions League su larga scala. La prima idea sarebbe quella di creare un villaggio ad hoc intorno allo Stadio Olimpico di Roma per l’accoglienza delle due tifoserie, con eventi e manifestazioni incentrati proprio sul calcio: Juve e Milan hanno già dato il via libera, l’idea piace, ma nella riunione del prossimo 14 marzo dovrà essere valutato logisticamente come fare nel complesso. Nel mentre la Lega dovrà anche dividere le curve per le due tifoserie: ieri è stato effettuato il sorteggio per decidere chi giocherà formalmente “in casa”. Sarà il Milan. I rossoneri avranno quindi diritto a scegliere la curva, l’orario di rifinitura dell’ultimo allenamento e il colore delle divise (saranno quelle classiche per entrambe le squadre, resta da scegliere il colore dei calzoncini). 

MEDIA DAY – Un’altra cosa che potrebbe avvicinare la finale di Coppa Italia a quella di Champions, almeno una settimana prima della finale, potrebbe essere la creazione di media day dedicati, dalle parti di Vinovo e Milanello: ogni giorno i centri tecnici di Juve e Milan dovrebbero essere aperti alla stampa e ai giornalisti (specie quelli di network esteri) per interviste ed approfondimenti ad hoc sulla finale. L’idea della Lega è, nemmeno a dirlo, quella di rilanciare ad altissimo livello sul piano internazionale l’immagine della Coppa Italia attirando tifosi e riflettori. Con gli Europei vicinissimi ed una competizione che, tutto sommato, di appeal non ne ha mai avuto troppo, qualche dubbio effettivamente che ciò possa avvenire c’è, ma tentare non nuoce.