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Calcio italiano

Conferenza stampa Mourinho: «Attacco? Abraham-Mayoral una soluzione»

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Le parole in conferenza stampa dell’allenatore della Roma Josè Mourinho in vista della sfida di domani contro lo Spezia

Mourinho ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida tra Roma e Spezia. Le parole dell’allenatore giallorosso:

THIAGO MOTTA – «Lo conosco da ragazzino quando era al Barcellona e poi nella stagione del Triplete. Ho tanti bei ricordi di lui. Stavolta saremo avversari, ma a fine partita avrò tante cose belle da dirgli.»

ATTACCO – «Abraham e Mayoral sono un’opzione, hanno giocato bene giovedì. Ci sono anche Felix e Shomurodov pronti. Servono i gol per l’autostima degli attaccanti e sono contento li abbiano fatti. Non cambia nulla nel gioco, Abraham può giocare con tutti.»

DIFESA – «Non abbiamo grandi possibilità ora di giocare a quattro dietro. Non abbiamo ricambi giocando a tre per Vina e Karsdorp, viste anche le assenze.»

MERCATO – «Ne approfitto per dire che non sono dispiaciuto del mercato estivo, abbiamo reagito ai nostri problemi. E’ stato un mercato reattivo senza litigi. Chiaro che mi dispiace perché voglio sempre la miglior rosa possibile. Se a gennaio sarà possibile fare qualcosa, lo faremo ma senza fare grossi investimenti. Siamo tutti sulla stessa linea di pensiero. Le priorità sono quelle dove abbiamo dei problemi. Prima di gennaio, però, ci sono tre gare, poi vedremo.»

ASPETTO MENTALE «Dipende dal profilo delle seconde linee. Se  è giovane non è ancora preparata ad assumersi responsabilità, bisogna lavorare e concentrarsi sui problemi di leggerezza e inesperienza. Se è un giocatore esperto, che può essere titolare e non vuole stare in panchina, è un profilo diverso. Noi abbiamo molti giocatori giovani che l’anno scorso giocavano in Primavera, un campionato di livello molto basso e che non prepara i giocatori a entrare in una squadra di Serie A. Il livello del campionato Primavera italiano con quelli esteri non si può paragonare.  Io vorrei guardare in panchina e come Simone Inzaghi vedere Correa, Vidal, Darmian, ma qui è una realtà diversa e mi piace lavorare così. Non è una critica, ma è solo un modo diverso di lavorare. Coi giovani si può solo lavorare, accettare gli errori come parte del processo di crescita e aspettare che i calciatori maturino. Sono contento di stare qui anche se vorrei lottare per altri obiettivi ma voglio portare avanti un progetto diverso in carriera. Sfida difficile ma stimolante.»

 

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