Napoli, De Laurentiis: “Mazzarri qui fino al 2013”

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Il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, intervenuto ai microfoni di Sky Sport 24 ha rilasciato alcune dichiarazioni per parlare di calcio italiano, diritti tv e del futuro di Walter Mazzarri, che oggi ha prolungato il suo contratto: “In realtà  non è stato un rinnovo, lui aveva già  un contratto per due anni, ma poichè l’esperienza è stata ottima, in cui ci siamo trovati ed integrati avendo la stessa mentalità , ho spiegato che io nella mia carriera ho cercato la continuità  e mi sembra corretto pensare al secondo quinquennio, che era partito male, ma si è concluso bene, per fare un percorso assieme. Ci siamo messi d’accordo su un contratto che è un ulteriore triennale, in modo da costruire assieme il progetto, che non deve guardare soltanto al prossimo campionato, ma ad un periodo più lungo. Mercato? No, di quello non c’è stato modo, era importante capire contrattualmente come ci saremmo legati. Al mercato penseremo da mercoledì prossimo. In quali ruoli interverremo? Troppo presto per parlarne, io mi sto preoccupando per rafforzare la società  e ci sono altri ruoli ora da coprire e integrare. C’è un percorso da portare avanti secondo quelle che sono le mie idee e poi dobbiamo convivere con i diritti collettivi e lunedì sapremo di che morte dobbiamo morire o di che vita dobbiamo vivere. E’ chiaro che se non si trovano accordi sul blocco dei diritti Sky dovremo disdire la legge Melandri e tornare al vecchio perchè dal momento in cui ne va di mezzo il prossimo campionato e compromettere gare internazionali e mercati, è chiaro che tutti quanti dovremo dire: ‘signori, ci avete stancato, andiamo avanti ognuno per la strada propria’. Ognuno si venderà  i propri diritti. Se ad un certo punto, non si possono fare certi percorsi, non si possono fare. Non si può ad un tratto mettere in crisi tutto un campionato, perchè non è corretto, e tutti quanti siamo società  per azioni con bilanci da tenere in pari. Se stasera tiferò Inter? Sì, ma non solo per il Ranking. Primo, perchè all’amico Moratti auguro di tornare a quei traguardi che da tantissimi anni mancavano. Secondo, perchè ritengo che la squadra debba essere premiata per un cammino in campionati difficili e molto competitivi. Cosa perde il calcio italiano senza Mourinho? Evidentemente è stato un gran professionista a mantenere indenne la squadra fino all’ultimo momento da qualunque sua personale decisione e ha lavorato al massimo per il bene della squadra, ma la sua personalità  non gli permette di vivere in un calcio italiano come ha detto lui stesso coerentemente e, quindi, coerentemente se ne andrà  per un’incompatibilità  con un mercato italiano che, effettivamente, è più complesso e meno convincente di quello inglese, tedesco e spagnolo”.