Napoli, perché il distacco dalla Juventus è ancora ampio

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Il duello scudetto torna epico: clamoroso stop della Juventus sul campo della Spal, il Napoli ne approfitta prontamente e si porta meno due

Quando i due passi falsi incassati dal Napoli contro Roma ed Inter sembravano – in concomitanza delle contemporanee vittorie della Juventus – sembravano aver indirizzato la contesa sui binari bianconeri, ecco il colpo di scena meno atteso e prevedibile, se non impronosticabile: il rullo Juventus si ferma a Ferrara, complice una Spal che nulla ha mollato in termini di intensità e concentrazione per l’intero arco della gara. La conseguenza racconta di un Napoli che ha approfittato della clamorosa situazione per dimezzare lo svantaggio accumulato in classifica: battuto un Genoa che nel primo tempo ha risposto colpo su colpo alle iniziative partenopee, la rete di Albiol conduce gli uomini di Sarri a due sole lunghezze dalla vetta della classifica. Restituendo all’attuale edizione della Serie A quel carattere epico che merita lo spettacolare faccia a faccia tra le due realtà.

Juventus-Napoli, perché il distacco non è dimezzato

Dobbiamo però specificare un assunto: se in termini puramente matematici il distacco tra Juventus e Napoli si è dimezzato, passando da quattro a due lunghezze, sotto il profilo della classifica non è propriamente così. Situazione precedente al ventinovesimo turno di campionato: Juventus 74, Napoli 70. Quattro punti che però diventano cinque considerando il vantaggio che attualmente la banda Allegri vanta nel computo degli scontri diretti, avendo vinto quello dell’andata al San Paolo. In altre parole: dovessero arrivare a pari punti, vincerebbe chi ha il vantaggio nello scontro diretto, fattore che attualmente spetta alla Juventus. Dunque al Napoli non basterebbe recuperare quattro punti, ma ne occorrerebbero cinque. Situazione post ventinovesimo turno: Juventus 75, Napoli 73. Per lo stesso discorso, i punti che – in termini di assegnazione dello scudetto – separano le due squadre sono tre e non due. Dovesse infatti il Napoli recuperare due soli punti alla Juventus, ma senza vincere lo scontro diretto dello Stadium, lo scudetto se lo aggiudicherebbero i bianconeri.

A meno che… destino tra le proprie mani

Il ventinovesimo turno di campionato ha però profondamente cambiato le sorti della contesa: oggi sia Juventus che Napoli hanno i rispettivi destini nelle loro mani. Vincendo tutte le nove gare che restano da qui al termine della Serie A 2017-18, non dovrebbero preoccuparsi dei risultati della concorrente: riuscisse dunque il Napoli a passare allo Stadium, concretizzerebbe il sorpasso a parità di altri risultati. Se gli uomini di Sarri fanno bottino pieno centrano quota 100, non raggiungibile nel caso dalla Juventus, che al massimo potrebbe accumulare 24 punti: sommati a quelli odierni, il totale fa 99. Scudetto al Napoli. Che però, per mettersi a riparo da ogni discorso, potrebbe essere realmente chiamato a fare l’impresa allo Stadium. Circostanza finora mai abbracciata. Ultimo chiarimento di classifica: in caso di arrivo a pari punti, al Napoli potrebbe non bastare neanche la vittoria allo Stadium. Vincendo ad esempio con un solo gol di scarto, a prescindere dal risultato (0-1, 1-2, 2-3 e via discorrendo), l’analisi dei criteri premierebbe ancora la Juventus. Andiamo in ordine. Punti negli scontri diretti: tre a testa. Differenza reti negli scontri diretti: pari. Si scala al terzo criterio di rilevanza, ossia la differenza reti generale, che oggi vede in netto vantaggio gli uomini di Allegri: +52 (67 reti fatte, 15 subite), contro il +44 del Napoli (63 reti fatte, 19 subite).

Finale: cosa ha il Napoli e non la Juventus

Beh, chi ne ha di più per lo spettacolare epilogo del campionato? Innanzitutto godiamocelo a piene mani, amanti del calcio a prescindere dalle fedi: altrove è già tutto definito da mesi. Sai che noia. Eppure l’esterofilia induce spesso – erroneamente – a considerare l’erba del vicino migliore della propria. Non è così. Non è necessariamente così, fatte le dovute eccezioni (Liga). Napoli e Juventus si sfidano con le rispettive armi, con i propri argomenti: una ne ha di più dell’altra, ma per il rovescio della medaglia l’altra ne ha più dell’una. Proviamo a tracciare un quadro: il Napoli probabilmente potrà contare su una reattività atletica maggiore. Gli uomini di Sarri concentreranno ogni sforzo sul campionato, mentre la Juventus ha da gestire il proibitivo quarto di finale di Champions League contro i campioni in carica del Real Madrid, oltre alla finale di Coppa Italia. Non esiste una comprovata teoria che stimi tale vantaggio, se di vantaggio si può parlare contro una rosa della Juventus così profonda da essere in grado di affrontare ogni livello. Però la circostanza va annotata. Il reale vantaggio che invece presenta il Napoli di Sarri sulla Juventus di Allegri è in termini di gioco, di livello della proposta calcistica: quello del Napoli è più visibile. Più chiaro. Più determinato e determinante. Un vantaggio comparato che il lavoro di Sarri si è meritato giorno dopo giorno sul campo, confrontato ad una Juve ancora troppo dipendente dai colpi dei suoi (fenomenali) singoli.

Finale: cosa ha la Juventus e non il Napoli

La chiusura del precedente paragrafo ci dà l’assist: i singoli della Juventus sono probabilmente più in grado di determinare una partita di quanto lo siano gli eccellenti individui del Napoli. Siamo forse alle sfumature in tal senso, considerato il tenore dei calciatori in questione, ma qualcosa – anche in termini di curriculum – va forse concesso ai bianconeri. Dove invece si concretizza insindacabilmente il vantaggio comparato per la Juventus rispetto al Napoli è in termini di attitudine: i campioni in carica sono oltremodo abituati a vivere certe pressioni ed a lottare per i massimi traguardi, praticamente sempre, e su tutti i livelli di una stagione. Per quanto i partenopei abbiano fatto evidenti passi avanti negli ultimi anni, il confronto in tal senso non può esserci. Eppure questo Napoli ha ampiamente dimostrato di saper tenere botta ai fatti negativi che si sono posti sul suo sentiero, tra reazione tattica agli infortuni ed emotiva alle (poche) battute d’arresto. I confini di vantaggi e svantaggi a questi livelli – ed in questo concitato finale – potrebbero anche confondersi, mischiarsi, sorprendere la platea degli addetti ai lavori e quella dei tifosi, appesi al filo di un’emozione incalcolabile. Non ci resta che attendere: dopo una pausa (di riflessione) sarà all-in. Sarà spettacolo, che vinca il migliore.