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Napoli e Inter: servono le goleade?

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Napoli e Inter sono specialiste in goleade non solo di questo avvio di campionato: ma spesso la generosità rischia di essere dispendiosa

Il Napoli di Spalletti è partito con 9 gol nelle prime 2 giornate: 5 a Verona, 4 al Monza. Esprime il capocannoniere del momento, il georgiano Kvaratskheila, inserito in un lotto di attaccanti che potrebbe anche garantire momenti significativi di ricambio senza che il rendimento ne vada a risentire.

La risposta dell’Inter è di 5 reti in 2 gare, vittime il Lecce e lo Spezia, Lukaku e Lautaro che si intendono a meraviglia, due sostituti come Dzeko e Correa che possono incidere, un atteggiamento che nell’ultima gara ha portato a costruire tanto. Così si è prodotta la convinzione che a fine anno il traguardo dei 100 gol verrà toccato, per espressa indicazione di Simone Inzaghi. Cose da anni ’50 in Serie A o da top club in Europa, come i 97 gol del Bayern nella scorsa stagione, ma attenzione, con 4 giornate in meno rispetto alla Serie A. E tutto lascia pensare che per i bavaresi non sia un’eccezione, se perso Lewandowski stanno mantenendo la media di 5 centri a gara, in proiezione sarebbero 170!

Più che a fare la gara a chi segna di più – che è comunque appassionante, garantisce divertimento – è interessante proporre un’analisi alla vigilia di appuntamenti impegnativi come Fiorentina-Napoli e Lazio-Inter, dove è verosimile che gli attacchi non avranno così tante possibilità di scatenarsi come nei primi 180 minuti. La domanda, che oggi G.B.Olivero sulla Gazzetta dello Sport ha posto in un lotto di 5, è: cosa resta dei gol contro le piccole? Proviamo a emendarla così: cosa succede dopo una goleada? La giornata successiva si ha la stessa fame, aiuta prima dei big-match, si riesce a stabilire una continuità?

Il campione da osservare sono proprio Inter e Napoli, il primo e il terzo attacco del 2021-22 (e non c’erano Lukaku, Kvaratskheila, Raspadori, Simeone…). Nerazzurri a quota 84, azzurri staccati di 10 segnature (in mezzo c’è la Lazio di Immobile): siamo comunque lontani dalla mitica quota 100. Dopo 2 giornate, per la verità, l’Inter aveva fatto pure meglio di quest’anno: poker al Genoa, 3 gol al Verona. Il Napoli era partito con la media del 2 contro Venezia e Genoa.

Andiamo a vedere come le goleade incidano realmente sui grandi appuntamenti. Partiamo dall’Inter: dopo le 7 reti iniziali il primo passaggio a vuoto si ha alla terza giornata a Genova con la Samp con un 2-2. E pensare che i nerazzurri segnano solo nel primo tempo, l’onda lunga si infrange a Marassi ma una forza ce l’aveva. Tanto è vero che riparte impetuosa: set tennistico al Bologna (6-1), vittoria a Firenze per 1-3 per poi infilare un nuovo 2-2 in casa con l’Atalanta.

Dopodiché gli Inzaghi boys si normalizzano fino a quando la visita a casa Mourinho li stimola e un triplete di gol lo rifilano in neanche 40 minuti. Siamo alla giornata numero 16 e l’Inter si scatena nuovamente con un poker al Cagliari e 5 gol alla Salernitana. Con tale ruolino di marcia offensivo – e ripetiamo: non c’è più Lukaku! -, non stupisce che l’Inter si laurei campione d’inverno con 4 punti di vantaggio e la fondata sensazione che lo scudetto lo possa perdere solo lei. Dopo il giro di boa l’Inter non trova più il gol con facilità: la goleada arriva solo alla giornata numero 28 (ancora una volta è la Salernitana che ne fa le spese) e l’unica altra gara con 3 gol di scarto è l’ultima con la Sampdoria, un 3-0 di consolazione mentre a Reggio Emilia fa festa il Diavolo.

Il Napoli si alimenta di due 0-4 consecutivi fuori casa alla quarta e quinta giornata a Udine e a Genova con la Samp. Continua a vincere con proporzioni più modeste, fino a quando torna al 3-0 con il Bologna. Stravince contro l’ex Sarri con un 4-0 mirabolante ma una serie di scivoloni vanificano queste belle impressioni e lo portano a chiudere a -7 dall’Inter il girone d’andata. Successivamente riparte con 4 gol al Maradona nel derby con la Salernitana, per poi ritrovare il gusto di un 6-1 al Sassuolo nel finale di torneo, quando i giochi sono fatti, per chiudere con due 3-0 a Genoa e Spezia che non fanno altro che aumentare i rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato.

Piccola morale finale: il Milan di goleade ne ha fatte solo 4 a fronte delle 7 dell’Inter e delle 8 del Napoli, eppure ha vinto lo scudetto. Vuoi vedere che conviene essere parsimoniosi in zona gol e la generosità finisce per essere troppo dispendiosa di energie? Intanto, Napoli e Inter si divertono (con la Roma, che segna col contagocce ma ha la porta inviolata)…

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