Napoli: girone paradossale ma Dortmund può stravolgerti la vita

© foto www.imagephotoagency.it

Situazione assurda: gli uomini di Benitez sono agli ottavi con 10 punti e rischiano con 12

CHAMPIONS LEAGUE SERIE A NAPOLI – Il paradosso partenopeo: tre vittorie sulle quattro partite disputate nel girone eliminatorio della Champions League, nove punti e qualificazione agli ottavi di finale in bilico. Al Napoli basta un pari a Dortmund ma, qualora non dovesse ottenerlo, potrebbe non servirgli una vittoria nell’ultimo turno casalingo sull’Arsenal.

PERCHE’ LA QUALIFICAZIONE E’ IN BILICO – Il Napoli è attualmente al comando del gruppo F in compartecipazione con l’Arsenal a nove punti ma in caso di arrivo a pari punti tra due o più squadre si segue il criterio della differenza reti negli scontri diretti: la conseguenza immediata crea un vero e proprio paradosso, con il Napoli già agli ottavi se nel prossimo turno non perde a Dortmund – il Borussia poi potrebbe al massimo raggiungere il Napoli avendo la peggio per il fattore scontri diretti – ma con un piede fuori in caso di sconfitta. Vediamo le ragioni: ipotizzando le probabili vittorie delle due contendenti sul fanalino di coda Marsiglia, l’eventuale vittoria casalinga del Napoli sull’Arsenal condurrebbe di fatto ad una classifica finale con tre squadre a quota 12. Le sorti come anticipato sarebbero decise dagli scontri diretti: tutte con due vittorie ed altrettante sconfitte, si passa alla differenza reti ed ecco che il Napoli – a meno che non batta l’Arsenal con più di due gol di scarto – potrebbe pagare caro il 2-0 dell’Emirates (potrebbe non bastare persino un 3-1 che premierebbe gli inglesi per il gol realizzato in trasferta).

PERSONALITA’, MENTALITA’ VINCENTE – L’opinione personale, già dal famoso tweet con cui Aurelio De Laurentiis annunciava il matrimonio tra Napoli e Rafa Benitez, è stata quella di un deciso scatto in termini di carisma rispetto al recente ed ottimo passato. Sensazione poi corroborata dai nuovi innesti della gestione tecnica spagnola: i neoarrivi hanno già maturato un curriculum vincente e disputato stagioni di primissimo livello in termini di intensità della contesa. Attitudine a disputate partite importanti, attitudine a vincere: fattori che se sommati alla crescita in tal senso riscontrata da chi già vestiva la maglia del Napoli nell’era Mazzarri – anni in cui i partenopei hanno costantemente vissuto a determinati livelli agonistici – creano le basi per una squadra più solida e matura. A Dortmund è l’ora di attestarsi: la banda Benitez, se non in sofferenza sul piano caratteriale, può tecnicamente dire la sua al Westfalenstadion e ritirare anticipatamente il pass per la fase ad eliminazione diretta. Di fatto dimostrando all’intero mondo calcistico una crescita che può ricalcare proprio l’eccellente cammino compiuto negli ultimi anni dagli uomini di Klopp. Ritrovandosi di fatto senza limiti.

LA VITTORIA SUL MARSIGLIA: LE INDICAZIONI – Il Napoli ha continuato a solcare con forza il cammino dell’identità di gioco: la proposta partenopea è valida e generatrice di numerose e nitide occasioni da gol. Manovra fluida, si punta ad arrivare nel più breve tempo possibile negli ultimi metri di campo per sfruttare le accelerazioni degli esterni e le caratteristiche totali di un fenomeno quale Gonzalo Higuain. Prova di forza anche in termini di mentalità: una volta in svantaggio dopo il gol di A.Ayew gli uomini di Benitez sono stati in grado di ribaltare il corso della gara in un breve lasso di tempo e la squadra non ha tremato neanche di fronte all’inatteso e terribile 2-2. Una squadra senza attributi avrebbe accusato il colpo, il Napoli ha avuto la forza di riversarsi in avanti e trovare il gol della definitiva vittoria. Un passo indietro sul piano della tenuta difensiva: seconda retroguardia del campionato nonostante le note assenze pesanti, i partenopei ieri hanno ballato sugli esterni con Maggio colpevole sul primo gol dei francesi ed Armero sul secondo. Poco male se risulteranno errori superabili e non difetti strutturali: intanto arriva Anthony Reveillere, cinque titoli francesi all’attivo, esterno basso svincolatosi dal Lione che può giocare su entrambe le corsie di fatto in sostituzione dell’indisponibile Mesto.