Napoli, Sarri: «Mancini? Certe cose non dovrebbero uscire dal campo, mi scuso. Nessuna omofobia» | Rai Sport

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Napoli – Inter, clamoroso epilogo nel finale: le scuse di Sarri a Mancini

Il Napoli deve abbandonare anticipatamente la Coppa Italia: ad andare avanti è l’Inter, che espugna il San Paolo grazie al gioiello di Stevan Jovetic e alla rete siglata da Adem Ljajic nei minuti di recupero. L’Inter attende il suo avversario: sarà il vincente della sfida di domani tra Lazio e Juventus.

NESSUNA OMOFOBIA, SOLO UN ATTIMO DI NERVOSISMO – Ecco le dichiarazioni rilasciate ai microfoni della Rai dall’allenatore del Napoli Maurizio Sarri nel postpartita della sfida del San Paolo: «Nel finale di partita mi sono innervosito per la decisione presa dall’arbitro su Mertens, non ce l’avevo affatto con Mancini, sono cose di campo che sarebbero dovute finire lì: i vecchi mi hanno sempre detto che termina tutto in campo, lui avrebbe dovuto accettare le scuse che gli ho posto a fine gara. Ogni uomo di calcio è disposto a perdonare, non ricordo onestamente cosa gli ho detto, ero inferocito ed è probabile che l’abbia offeso, ma dovrebbe finire lì. Spero che domani con calma accetti le scuse: una litigata in campo dura dieci minuti, poi deve restare lì. Insulti omofobi? Mi sembrano esagerati, era un insulto di rabbia e senza alcun secondo fine. Non c’è nulla di particolare e mi è scappata una parola perché infastidito dall’espulsione di Mertens, non c’era simulazione ed ero inferocito. Mi è apparso troppo e mi sono innervosito, non ce l’ho in alcun modo con Mancini. La mia storia dimostra assolutamente che non ci sia nulla di sessista, in campo c’è una tensione che nella vita normale non c’è e può scappare la parola di troppo, Mancini avrebbe potuto accettare le scuse, ripeto, e l’avremmo definita in pochissimi secondi. Io non l’avrei fatta uscire dal campo, ma accetto che un’altra persona la possa pensare diversamente. Più che scusarmi non so cosa avrei dovuto fare, più di così non posso, proverò a contattarlo via telefono: certe parole non vanno usate, ma ripeto, in campo può succedere ed ho sentito di peggio. Non c’è alcun tipo di discriminazione nelle mie parole, non ho alcun tipo di remora sul tema omosessualità, è soltanto una parola che mi è scappata in un particolare momento».