Roma shock, se salta lo stadio può dire addio anche Pallotta

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Per Pallotta Roma e nuovo stadio sono una cosa sola: ulteriori ritardi potrebbero fargli perdere la pazienza. Tornano in mente le sue parole all’addio di Totti

L’inchiesta sul nuovo stadio della Roma ha sconquassato l’ambiente romanista e la Capitale. Mentre escono i nomi di tutti gli indagati, arrivano anche voci clamorose. Più che voci, però, sono dubbi e interrogativi: e se James Pallotta lasciasse la Roma? Il patron dei giallorossi, come è logico pensare, non ha preso bene le vicissitudini di cronaca legate alla costruzione del nuovo impianto. Per ora non si sbilancia più di tanto in pubblico, ma vuole capire le tempistiche per lo stadio. Voleva averlo completato entro il 2020 e invece si troverà a dover aspettare ancora un bel po’. Questo è un problema per Pallotta ma anche per gli altri soci, tra cui Starwood, colosso da ben quarantaquattro miliardi di asset. Il presidente sa che la Roma non c’entra nulla e spera che non ci siano altri ritardi, ma il dubbio rimane.

I tifosi temono che Pallotta possa andarsene e tornare a Boston. D’altronde lo disse lui stesso in Roma-Genoa, ultima partita del campionato di Serie A 2016-17. Era il giorno dell’addio di Francesco Totti, quindi in pochi fecero caso alle sue parole, invero piuttosto decise. «Lo stadio dovrebbe essere pronto nel 2020, in caso contrario la Roma avrà un nuovo proprietario» disse Pallotta e ci fu chi pensò a una battuta di spirito. A poco più di un anno da quella dichiarazione (era il maggio del 2017), lo spettro di un addio di Pallotta prende sempre più corpo. Dato che la Roma è estranea alla vicenda degli arresti, il numero uno statunitense sente di dover andare avanti con la costruzione: in caso di ritardi ulteriori, potrebbe tornarsene in Massachusetts. Va comunque sottolineato che la Roma ha speso già sessanta milioni per l’impianto e ha un piano B qualora ci dovessero essere ancora slittamenti, ma la pazienza di Pallotta ha un limite.