Inchiesta sullo stadio della Roma: i nomi dei sedici indagati

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Inchiesta stadio Roma: nove arresti e sette persone indagate, ecco tutti i nomi di coloro che sono finiti nell’indagine-shock

L’inchiesta sul nuovo stadio della Roma sta facendo tremare la Capitale e il calcio italiano. Nove persone sono finite in manette (sei in carcere, tre ai domiciliari) e altre sette sono indagate per corruzione. L’accusa è nota e a Roma – e più in generale in Italia – sta diventando una triste consuetudine: tangenti e posti di lavoro in cambio di facilitazioni. In totale sono in sedici a essere finiti sul bando degli indagati per l’inchiesta della Procura di Roma, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Barbara Zuin. Si va dal costruttore Luca Parnasi a Luca Lanzalone, presidente di Acea spedito a Roma da Luigi Di Maio per sbloccare la situazione. «Mister Wolf» lo chiama Parnasi, estasiato dalla possibilità di avere a fianco Lanzalone, visto come il personaggio “che risolve i problemi” di Pulp Fiction interpretato da Harvey Keitel. La figura di Lanzalone è stata appunto decisiva per presentare le modifiche al progetto stadio in tempo per la Conferenza dei servizi.

Di seguito tutte le persone finite nell’inchiesta del nuovo stadio della Roma. Figura centrale è Luca Parnasi, costruttore, presidente della società Eurnova, uno dei due proponenti del progetto Tor di Valle. Per lui si parla di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive. Si trova in carcere assieme a cinque suoi collaboratori, vale a dire Luca Caporilli, Simone Contasta, Giulio Mangosi, Nabor Zaffiri, Gianluca Talone. Agli arresti domiciliari troviamo Mister Wolf, ovvero Luca Lanzalone, all’epoca consulente del Comune di Roma (giunta Raggi, M5S) e oggi presidente di Acea, carica da cui può dimettersi. Oltre a Lanzalone ai domiciliari Adriano Palozzi (Forza Italia), vice presidente del Consiglio regionale, e Michele Civita (Pd), ex assessore regionale all’Urbanistica.  Tutti e tre sono indagati per concorso in corruzione. Non colpiti da custodie cautelari, ma comunque indagati sono Mauro Vaglio e Daniele Piva, candidati M5S alle ultime politiche, il facilitatore Claudio Santini, il funzionario comunale Daniele Leoni, il consigliere comunale FI Davide Bordoni, l’assessore allo Sport del X Municipio Giampaolo Gola e Paolo Ferrara, capogruppo in Campidoglio del M5S.