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Buffon svela: «Non mi sarei ritirato dopo la Champions con la Juve, sono sempre stato onesto nel giudizio con me stesso. Il Pallone d’Oro…»

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Buffon: «Non mi sarei ritirato dopo la Champions con la Juve, sono sempre stato onesto nel giudizio con me stesso». Le sue parole

L’ex portiere di Juventus, PSG e Parma, Gianluigi Buffon, ha ripercorso la sua straordinaria carriera in una lunga intervista concessa a Cronache di Spogliatoio. Ecco i passaggi più significativi delle sue dichiarazioni.

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SULL’ADDIO ALLA JUVE E I SOGNI – «Non mi sarei ritirato dopo la Champions con la Juve, sono sempre stato onesto nel giudizio con me stesso. Ho continuato a giocare perché ho avuto la capacità di alimentare i miei sogni: finisce un anno, hai tutte le ragioni per smettere, ma ne trovi una che è più importante per continuare. Le Olimpiadi, il sesto Mondiale, il vincere la Champions con la Juve, il tornare in Serie A con il Parma e vincere lo Scudetto col Parma: ad un certo punto ho messo anche quello nel mio contratto. Era anche vincere il Pallone d’oro, fino a 42-43 anni avevo tutte le carte in regola per farlo»

SUL PARAGONE CON YASHIN – «Una giornalista mi fa dei complimenti e dice che nell’ambiente si parlava molto bene di me e che sarei potuto diventare il portiere più forte della storia Ad dopo Yashin. lo ringrazio per i complimenti ma non capivo perché questa precisazione su Yashin, io le dissi che sarei potuto essere anche migliore di Yashin. Questa mi guardò sconvolta come se avessi detto chissà che cosa. Ma la mia non era immodestia, era la voglia di sognare e di non essere catalogato. lo volevo essere il migliore, nella mia testa non ci devono essere limiti».

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