Parma, Leonardi: “Ora si dovrà  cambiare la mentalità “

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Parma 31 ottobre 2011 “? All’indomani della vittoria con il Cesena, l’AD Pietro Leonardi tiene una conferenza al Tardini per rispondere alle richieste della stampa in merito alla sua assenza allo stadio in occasione della gara con i romagnoli. Leonardi, non accetta che il suo gesto venga collegato esclusivamente al mancato ritiro anticipato di venerdì scorso. Quest’ultimo è solo il tassello di un mosaico più ampio che il dirigente crociato ricompone così. “Mai come in questo momento “? inizia “? mi sento il Direttore del Parma. Mai come in questo momento vedo un futuro e grandi potenzialità  per il Parma. Contro il Cesena non ero allo stadio perchè ho ritenuto che non esserci fosse determinante per quello che poi è accaduto e per quello che io e il presidente Tommaso Ghirardi stiamo cercando di sviluppare. E’ riduttivo motivare la mia assenza con il fatto che la squadra non sia andata in ritiro venerdì sera. E’ il terzo anno che sono qui e vedo che si fatica a cambiare mentalità . Questa società , a partire dalla proprietà  fino all’ingresso degli ultimi soci, ha in prospettiva, ambizioni importanti. Comportamenti e prestazioni passive non possono essere accettati. Mi riferisco a quelli che spesso si sono verificati contro grandi squadre. Ultimo esempio mercoledì scorso a San Siro con il Milan. Se questa realtà  ha voglia di crescere, stupire, meravigliare, tenere alto il più possibile l’onore e la maglia del Parma, allora deve cambia mentalità . Subito. Giocare da Parma contro tutti. E non è questo un discorso che io faccio nel tentativo di condizionare un allenatore nel fare la formazione. L’atteggiamento con cui si vanno ad affrontare tutte le gare esula sia dalle formazioni cheÃ?  dagli allenatori. Da Guidolin a Marino a Colomba, tanto per citare quelli che sono stati con me qui al Parma.Ã?  Accettare in partenza la sconfitta non va bene. Non a me, non a Ghirardi. Non bisogna essere presuntuosi, ma ambiziosi sì. Andare a Milano è un sogno, per i giocatori, per i tifosi. Giocare contro il Milan non deve essere una tappa di passaggio verso l’obiettivo più importante, ovvero il Cesena, come ho invece sentito dire”. E’ un modo di pensare questo che non accetto. Che non appartiene nè a me nè a Ghirardi. Non ho preso in autonomia la decisione di non venire allo stadio per assistere alla partita. E’ una decisione condivisa all’interno di una strategia e una linea che sono del Presidente e come tali vanno rispettate da tutti. Si deve andare a Milano per cercare di stupire, non si deve vivere questa trasferta come un intralcio. Questa mentalità  va cambiata, oppure si resterà  sempre nell’anonimato. I discorsi tra me e la squadra rimarranno nello spogliatoio: anche se c’è contradditorio è tutto finalizzato al risultato. Non credevo che il fatto di non assistere alla gara dal campo o allo stadio destasse così clamore. In passato anche tecnici, che magari erano squalificati, si sono visti il match alla tv. Era giusto tuttavia che mandassi un segnale forte di quella che è la mia insoddisfazione per la roboante e assurda passività  con cui è stata accettata la prestazione e il risultato di mercoledì scorso. Ho apprezzato il fatto che si sia parlato di una fiducia da parte mia data al gruppo che poi è stata ripagata sul campo. Su questo non avevo dubbi. Ma la questione va oltre. Il ritiro in sè non è una risorsa per le vittorie, ma a volte è necessario toccare determinate corde, vivere certe tensioni per creare motivazione e determinazione. Fiutando la delicatezza della gara con il Cesena si è pensato di fare qualcosa di eclatante. Sarebbe presuntuoso dire che si è vinto con il Cesena per una aperta discussione.

Fonte: fcparma.com