Quando la Roma fece come la Lazio per mandare in B la Fiorentina

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© foto www.imagephotoagency.it

Sarà  difficile dimenticare per le persone realmente sportive di questo Mondo, la partita di ieri sera tra Lazio ed Inter, con i tifosi biancocelesti a gridare: “Se vincete, ve menamo” ed a fischiare il proprio portiere mentre si esibiva in spettacolari parate.
Non è però una situazione di cui possono scandalizzarsi solo le persone tifose della Roma, perchè lo stesso spettacolo indegno lo regalarono proprio i tifosi ed i giocatori giallorossi quasi 20 anni or sono, quando nella stagione 1992-1993 la Roma fece salvare l’Udinese nell’ultima giornata (datata 6 Giugno 1993) con un atteggiamento sugli spalti simile a quello di ieri, e sul campo ben peggiore, per mandare in serie B la Fiorentina.

Citiamo qui soltanto alcuni titoli di articoli, apparsi sul Corriere dello Sport (edizione romana e quindi non certo di parte contro la squadra capitolina) il giorno dopo:

In prima pagina:
“Premio bontà “ contro l’Udinese.
ROMA, MA ORA C’à? LA COPPA! Dopo le distrazioni di ieri, i tifosi si aspettano una squadra ben diversa sabato a Torino. Boskov: “Allenamenti in notturna”.

VI pagina:
ROMA, I DESIDERI (giocatore dell’Udinese) SONO COMUNI. E a Carnevale (un altro ex) il premio bontà . L’Udinese agguanta il diritto allo spareggio-salvezza col Brescia. Il rigore di Haessler, poi è vacanza.

VII pagina:
SENSI: AVREI VOLUTO VINCERE. “Gara negativa, un successo non avrebbe dato adito a tante chiacchiere. Obiettivo Mancini? No, molto di più”.

La cosa fu ben più grave allora per due motivi:
1) la Roma in quella stagione aveva una rosa notevolmente superiore alla squadra friulana, tale da permettergli molto probabilmente di vincere la partita, profondendo un impegno massimo (per la cronaca la partita fini 1-1 e l’Udinese si salvò per la migliore classifica avulsa rispetto alla Fiorentina, dopo aver vinto lo spareggio col Brescia). Tutto questo a differenza della gara di ieri, dove l’Inter aveva tutte le carte in regola per imporsi, a prescindere dall’atteggiamento dei giocatori avversari.
2) la cattiveria fu allora gratuita, perchè non figlia di alcuna rivalità  campanilistica, nè di desideri di rivalsa in qualunque modo giustificabili.

Una nota sulla Lega però va pronunciata: far giocare Roma ed Inter mai in contemporanea in quest’ultima parte di stagione, è stata una leggerezza imperdonabile, che può aver influenzato, e parecchio, l’esito del Campionato. Tante persone riccamente stipendiate, non sono riuscite a prendere una decisione così facile, che già  soltanto nella giornata di ieri avrebbe potuto evitare parecchie polemiche. Per intenderci, un’Atalanta in vantaggio fino a 5 minuti dalla fine col Bologna, avrebbe imposto ai giocatori biancocelesti un comportamento in campo ben diverso, se si fosse giocata alle 15 anche Lazio-Inter, benchè forse il risultato sarebbe stato lo stesso.
Chi scrive è una persona nata a Roma, e che vive con orgoglio nella capitale da sempre, per i suoi tanti esempi di civiltà , che però non hanno coinvolto le due società  calcistiche che vi si trovano, nelle due circostanze descritte nell’articolo.