Martusciello: «Spalletti, un motivatore»

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Il vice di Giampaolo ha svelato curiosità e retroscena sul tecnico della Roma

Aveva smesso di giocare per un infortunio e ha subito cominciato ad allenare: a 35 anni Luciano Spalletti ha preso in mano un Empoli in crisi proprio in vista dello spareggio finale con l’Alessandria per evitare la retrocessione e decise di chiudere consiglio a Pincolini, allora al Milan. Spalletti vinse e diede così inizio alla sua carriera, fatta di esperimenti: ha cominciato dal 4-3-3, il suo modulo preferito, passando al 4-4-2 e sperimentando la difesa a 3, il fantasista e il falso nueve.

UN INNOVATORE – Curiosità e retroscena sono stati svelati da Giovanni Martusciello, secondo di Marco Giampaolo all’Empoli, ed ex fedelissimo dell’allenatore della Roma: «La sua dote principale è l’umiltà che, unita alla curiosità e alla passione per il calcio, lo hanno portato lontano. Anche recentemente Luciano è passato qui ad Empoli e l’ho visto intrattenersi con gli allenatori delle nostre giovanili, confrontandosi con loro. Non credo che ci sia un altro allenatore al suo livello che faccia altrettanto. Lui è sempre stato anche un grande motivatore. Vi racconto cosa fece con me: ero appena arrivato ad Empoli, mi venne a prendere in albergo e mi disse: “Ti faccio vedere una cosa”. Salii in macchina e lui mi portò a Montespertoli, sul cocuzzolo di una collina, dove c’era una casa tutta da ristrutturare. “La vedi? – mi indicò le travi dismesse – se non mi porti in serie A, io come faccio a pagarla?” È incredibile, lo senti parlare e ti affascina. Per potenziarci risalivamo un argine del fiume vicino allo stadio. Lui ci faceva stancare, poi ci sfidava: vediamo se riuscite a battermi e correva con noi. Spalletti è nato con noi, ma si è esaltato con le sue idee. Riuscì a coinvolgere anche le nostre famiglie, invitava mogli e figli agli allenamenti, poi, giocava con i bambini a bordo campo. Costruì così un gruppo granitico. Ho saputo recentemente che fa una cosa simile Paulo Sousa con la Fiorentina, ma adesso: Spalletti lo faceva nel ‘95», ha raccontato a La Gazzetta dello Sport.