Salvate il soldato Asamoah

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«Se tornassi indietro darei una settimana di riposo ad Asamoah». Queste sono state le parole pronunciate ieri pomeriggio da Antonio Conte al termine della gara che ha visto la Juventus battere il Catania ed allungare in maniera decisiva sul Napoli, sconfitto a Verona dal Chievo. E forse al ghanese quei sette giorni di riposo avrebbero fatto molto comodo. D’altronde il centrocampista, negli ultimi due mesi, s’è sobbarcato una serie di partite estenuanti sia dal punto di vista fisico che mentale, con tanto di viaggi in aereo e fuso orario annesso.

MAL D’AFRICA – L’ex giocatore dell’Udinese anche ieri non ha giocato una delle sue migliori partite da quando è arrivato sotto la Mole. L’Asamoah visto contro gli etnei non ha nulla a che vedere con quello che ha lasciato Torino per andare in coppa D’Africa. Una manifestazione lunga, psico-fisicamente logorante che lo ha visto arrivare a disputare la finale per il terzo e quarto posto e che lo ha portato a giocare con 35 gradi e tassi di umidità estremi. Da quando è tornato in Italia non è più lui. Atterrato direttamente a Glasgow a metà febbraio per stare vicino ai compagni e respirare di nuovo l’aria bianconera in una fase clou della Champions League (andata degli ottavi contro il Celtic) è tornato a vestire la maglia della Vecchia Signora a Roma, per 56 minuti, e a domicilio contro il Siena, per altri 76 minuti, giocando due spezzoni di gara decisamente sotto tono.

RELAX – Ecco perché la settimana successiva, proprio nel match clou del campionato contro il Napoli, una di quelle gare che qualsiasi giocatore vorrebbe disputare, Antonio Conte ha deciso di lasciarlo in tribuna per farlo riposare un po’ ed averlo carico per le gare successive. Peccato che i suoi muscoli soffrano ancora del mal d’Africa. Ieri i tifosi bianconeri ne hanno avuto l’ennesima dimostrazione dopo la passerella nel ritorno di coppa contro gli scozzesi: “Asa” non è ancora lui. Contro i siciliani non ha offerto spunti degni di nota, ha sbagliato moltissimo, compreso qualche appoggio elementare. Ma il centrocampista sta lentamente cercando di tornare quello ammirato prima di Natale. «E’ tornato a mangiare pane e Juventus» ha concluso ieri pomeriggio il tecnico dei campioni d’Italia. Sperando che il vero Kwadwo torni presto.