Serie A in rosso: quanti debiti! | GdS

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Nella stagione del fallimento del Parma hanno chiuso in rosso 12 squadre su 19

La Serie A è in rosso, anzi in rossissimo: nel 2014-15 la prima divisione italiana ha perso 365 milioni di euro contro i 220 milioni dell’annata precedente come riporta un reportage di oggi de La Gazzetta dello Sport. Il dato fa impallidire perché non si tiene conto del Parma, fallito mesi fa e esentato dalla pubblicazione dei documenti contabili: il nostro pallone è non solo ai margini del calcio europeo ma fatica, e parecchio, a trovare un equilibrio economico e finanziario. La gestione è precipitata a cuasa dell’aumento dei costi e per la riduzione delle plusvalenze, a cui vanno aggiunti gli effetti negativi della sparizione delle compartecipazioni.

 

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Pubblicato da Calcio News 24 su Giovedì 3 marzo 2016

IL DEBITO – L’indebitamento al netto dei crediti in Serie A è cresciuto nella scorsa stagione di altri cento milioni di euro e si assesta a 1,7 miliardi di euro; le esposizioni verso le banche sono aumentato dell’11% e quelle verso i fornitori del 6%. Mancano i capitali, sottolinea il report della Rosea, e il cambio di passo a livello di managerialità non è arrivato, o almeno non è arrivato nel periodo più florido: il mecenatismo non esiste più se non in realtà di provincia come Sassuolo e Bologna e al Milan con Silvio Berlusconi anche se l’assenza dall’Europa ha costretto il Diavolo a coprire i disavanzi.

SCENARI – Milan, Roma e Inter sono le società messe peggio. Basti pensare che nel 2015 Fininvest ha immesso nel Milan 150 milioni di euro e il deficit a fine 2014 era di 91 milioni (125 se consideriamo anche il 2014-15). Nel 2014-15 l’Inter di Thohir ha registrato una perdita di 140 milioni mentre la Roma di Pallotta di 41 milioni di euro, tanto che i giallorossi nell’ultima semestrale hanno fatto riferimento a plusvalenze per poter respirare. Dodici società su diciannove – Parma escluso – hanno chiuso l’ultimo bilancio in rosso ma non c’è solo chi piange: la Juventus sta per festeggiare il terzo utile di fila, per esempio. La FIGC però è preoccupata per gli squilibri in vista del Fair Play Nazionale che dal 2018-19 imporrà il pareggio di bilancio. Chi non riuscisse a farcela vedrebbe porsi scenari inquietanti: o ricapitalizzazione o cessione di giocatori oppure, dal 2017, blocco del calciomercato e diniego dell’iscrizione alla Serie A.