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Renzi scende in campo: «Ridiamo il calcio alle famiglie»

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«Serve un impegno condiviso di società, Federazione, addetti ai lavori e tifoserie»

Un vero e proprio appello da parte del Premier Matteo Renzi nei confronti di tutte le componenti del mondo del calcio italiano, dalle società alla Federazione fino agli addetti ai lavori. All’indomani della condanna per Daniele De Santis, 26anni per l’uccisione di Ciro Esposito, Renzi ha inviato, in volo verso il G7 in Giappone, una nota parlando del tema della sicurezza degli stadi: «Altri Paesi, a cominciare dagli inglesi, hanno rivoluzionato il football dagli stadi all’ordine pubblico  e oggi andare a vedere una partita è uno spettacolo, gli stadi sono vivi e pieni di vita, la partita è un’esperienza divertente e serena. Ribadisco il mio appello ai dirigenti del calcio italiano: è il momento di prendere una iniziativa forte per restituire il calcio alle famiglie e agli appassionati».

DA DOVE RIPARTIRE – Prosegue l’appello di Renzi: «Il Governo è pronto a fare la sua parte, ma questa sfida deve vedere in prima linea innanzitutto le società, la Federazione, il mondo degli addetti ai lavori e la parte migliore delle tifoserie organizzate. Nella finale di Coppa Italia di quest’anno, ventiquattro mesi dopo la tragica fine di Ciro, si sono registrati di nuovo incidenti: senza vittime, fortunatamente. Ma è comunque inaccettabile». L’appello di Renzi non è passato inosservato tant’è che son subito arrivate le reazioni immediate, come quella del presidente di Lega, Maurizio Beretta: «Che sia il Premier a scendere in campo ci dà forza e sprone a essere sempre più determinati nella battaglia contro frange minoritarie violente che non hanno diritto di cittadinanza nello sport. L’indicazione va raccolta in maniera concreta. E vedo in questa dichiarazione l’opportunità di fare un lavoro coordinato tra istituzioni sportive, le autorità e gli organi preposti alla sicurezza. La collaborazione intrapresa ha già dato buoni risultati» si legge sull’edizione odierna del Corriere dello Sport.